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Export Venerdi 19 Febbraio 2021

Paesi Baltici: cresce il consumo di fine wines, ma la politica anti-abuso limita il consumo di alcol

Abbiamo intervistato alcuni importatori di Lituania, Estonia e Lettonia, per comprendere come si sta evolvendo il mercato del vino baltico e quali strategie per mantenere vivo il business.

di Roxana Zeca

Prosegue il nostro network con gli importatori internazionali realizzato in collaborazione con Michèle Shah durante lo Speedtasting digitale. Questa volta abbiamo intervistato gli operatori del settore vinicolo baltico, i quali ci hanno rivelato una situazione del mercato difficile, ma con buone prospettive per il futuro, specialmente per i vini di qualità italiani. 

In questi tre Paesi l’emergenza  pandemica è ancora forte e le restrizioni molto rigide, specialmente in Lituania, dove bar e ristoranti sono tuttora chiusi. Jolanta Smciene, infatti, ci conferma che tanti bar si sono convertiti in boutique e wine shop per non essere forzati alla chiusura totale. Decisione di successo, in quanto le vendite off-premise non si sono mai interrotte,  anzi, i consumatori hanno continuato ad acquistare vini in quantità uguale a prima della pandemia. 

Tuttavia, se le vendite di vino tramite  il canale off-premise hanno avuto un andamento costante, il boom maggiore si è riscontrato nel canale e-commerce. Inoltre, un trend di particolare interesse è quello riscontrato nell’incremento delle vendite di fine wines.

Si è notato, infatti, che l’asse dei consumi in Lituania si sta sempre più spostando dalla quantità verso la qualità; i consumatori acquistano di meno ma sono più consapevoli dei loro acquisti. Questa si rivela un’ottima  prospettiva specialmente per i vini italiani che rappresentano uno status symbol per i Paesi Baltici.  

Tuttavia, a causa dei problemi legati al consumo eccessivo di alcol, il Governo lituano ne sta sempre più limitando l’uso e la divulgazione sui social. Audrieus Sakal, infatti, ci confida che lui stesso ha dovuto pagare sanzioni in merito e togliere dalle pagine social della sua attività tutti i riferimenti inerenti al vino. 

Situazione analoga per la Lettonia, dove le innumerevoli restrizioni, permettono al settore Horeca di lavorare solo tramite take away. A trainare le vendite sono principalmente i retail stores che non avevano mai registrato così tante vendite in prodotti food&wine come nell’anno pandemico. Vige anche nel Paese lettone una politica restrittiva in merito al consumo di alcolici che limita, in merito a numero di partecipanti e vini degustabili, anche i tasting e gli incontri b2b. Ricordiamo, infatti che la Lettonia, è al 6° posto per consumo di alcolici nella classifica europea, consumo che inizia sin dalla giovane età. 

Per quanto riguarda invece l’Estonia la situazione sembra essere migliore rispetto alla vicina Lituania. Qui le restrizioni sono meno dure ed i ristoranti possono tenere aperto fino alle 21. Le vendite, oltre che attraverso i normali canali, si effettuano principalmente a clienti privati con piccole quantità per l’uso casalingo. 

Nonostante il lockdown meno restrittivo, vige nella popolazione ancora una cauta predisposizione a frequentare i luoghi di ritrovo, se ne deduce, pertanto, una poca operabilità del settore Horeca a favore, invece, di un incremento delle vendite online e degli wine shops.

Anche in Estonia si è caratterizzata una vendita maggiore di vino premium; l’annullamento di viaggi e spostamenti ridotti, hanno permesso un risparmio maggiore, e vista la situazione nefasta, tanti consumatori preferiscono la “coccola” di un buon vino di qualità. 

Dimitrjs di Noble Wines, wine bar di Riga, ci confida, infatti, che in questi mesi ha ottenuto risultati importanti in merito alla vendita di fine wines. Nella sua lista costellata da vini premium gioca un ruolo fondamentale il rosso italiano, specialmente se toscano o piemontese, che vede un incremento di vendite esponenziale in particolar modo durante la stagione invernale. 

In via definitiva, tante le restrizioni che ancora vigono nei Paesi Baltici, dovute sia al Covid-19 che alla politica contro l’abuso di alcol. Da questa situazione sta quindi nascendo un nuovo tipo di consumatore da tenere in considerazione per il futuro. Un consumatore più attento alla qualità e più coinvolto nell’acquisto di vini premium.