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Export Mercoledi 17 Giugno 2020

Le modifiche di consumo dei vini negli Usa in quarantena

Il grande incremento del canale online, preferito in particolare da consumatori abituali e la crescita dei vini locali (californiani in particolare) rispetto a quelli importati (-20%).

di Astrid Panizza

Photo by Julius Drost on Unsplash

Durante il lockdown negli Usa, secondo la puntuale analisi di Wine Intelligence, è aumentato il consumo di vino a casa con una conseguente crescita delle vendite online a causa dell'impossibilità di spostarsi. Se prima dell'avvento del Coronavirus, il canale preferito per l'acquisto di vino in USA era il supermercato (51%), seguito dai wine shops (46%) e a ruota dagli altri negozi che vendono vino, con l'online preferito solo dal 17% degli intervistati, con l'emergenza l'uso dell'online per l'acquisto di vino ha visto un forte incremento. I consumatori abituali, infatti, hanno prediletto questo canale di vendita, che ha visto le vendite addirittura triplicate nel mese di aprile. 

Il 67% dei consumatori online sono uomini, giovani (62% tra i 25 e i 44 anni) e con alta disponibilità a pagare. La California è lo Stato dove più si effettuano acquisti web (15%), seguito da New York (13%) e Florida e Texas (11%). Inoltre, Il 30% dei consumatori di vino affermano che, una volta finito il lockdown continueranno invece ad acquistare vino online. La maggior parte di loro, inoltre, sarà disposta a spendere cifre elevate, con una riduzione significativa di socializzazione. I consumatori sono rimasti per la maggior parte leali al repertorio di Stati d'origine che consumavano pre-Covid, anche se il vino locale ha subìto un incremento di vendite. L'aumento maggiore si è visto nei vini  californiani +18%, ma anche gli altri vini statunitensi hanno avuto un incremento del +13%. Si è notata, invece, una netta diminuzione per i vini provenienti da importazione, soprattutto dagli Stati europei come Francia, Italia e Spagna che hanno visto un calo del -20%. 

Si è apprezzato, quindi, un maggior consumo generale e, inoltre, l'invenzione di nuovi momenti per degustare anche solo un bicchiere di vino senza cibo, chiacchierando durante una videochiamata su Zoom o leggendo un libro. Con l'allentamento delle misure restrittive, tuttavia, il futuro un'incognita. I consumatori sono cauti sulle finanze e c'è la possibilità che gli investimenti in viaggi saranno sostituiti con il trend di mangiare e bere meglio. 

Sono stati molti i cambiamenti che sono avvenuti rispetto alla situazione che c'era prima dell'emergenza sanitaria. Prima del virus, infatti, i consumatori statunitensi preferivano trovarsi settimanalmente per consumare vino in maniera informale, abitudine che con le restrizioni hanno dovuto abbandonare. Durante il lockdown, però, il consumo di vino a fine giornata è aumentato dal 54% al 57%, mentre la percentuale di consumo di vino come accompagnamento al pasto è passato dal 46% al 50%. 

Per quanto riguarda inoltre la spesa media per l'acquisto di vino nei canali off-trade, prima dell'emergenza il trend di acquisto di vino maggioritario si trovava nelle fasce di prezzo intermedie (da $10 a $19.99), che però con il lockdown hanno subìto perdite in quanto i consumatori si sono dimostrati meno inclini a spendere.

La frequenza nel consumo di vino durante il periodo di Covid-19, però, è aumentata. Più del 42% dei consumatori di vino negli USA, infatti, ha dichiarato di aver bevuto vino almeno una volta in settimana durante il lockdown, in situazioni di relax. Percentuale che è arrivata al 57% per chi ha consumato vino almeno una volta in settimana in abbinamento ad una pietanza speciale, mentre il 72% ha consumato vino almeno una volta a settimana a pranzo e a cena. Un 47%, invece, sostiene di aver consumato vino una volta a settimana lontano dai pasti. La Florida è lo Stato che nella maggior parte delle occasioni ha raggiunto il primato di consumatori, sorpassato solo da New York nell'occasione di consumo di vino in situazioni di relax.

 

I consumatori anticipano che anche dopo il lockdown vi sarà una riduzione nelle spese a beneficio di un risparmio cospicuo. Tuttavia il 73% del totale afferma che darà priorità all'acquisto di buon vino. Nella situazione di crisi attuale, quindi, questo rappresenta uno slancio di positività, una luce in fondo al tunnel che ha messo in ginocchio i mercati di tutto il mondo.