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Export Mercoledi 25 Novembre 2020

Impatto Covid su mercato USA: cosa ci dicono i dati?

I consumatori USA sostano il meno possibile nei punti vendita e scelgono velocemente. Ricercano riconoscibilità, sicurezza, grandi brands, nuovi formati.

di Emanuele Fiorio

L’incontro del wine2wine Business Forum 2020 dal titolo “Cosa possono dirci i dati sull’impatto del Covid-19 sul mercato del vino negli Stati Uniti e sul suo futuro?” ha coinvolto Ettore Nicoletto (Presidente & CEO di Bertani Domains), Adam Teeter (Cofondatore e CEO di VinePair) e Josh Malin (Cofondatore e Presidente di VinePair).

“VinePair è una pubblicazione iniziata 7 anni fa, col motto ‘Drinking is culture’” ha esordito Adam Teeter “siamo una media company a 360°, ci occupiamo di vino, birra e distillati. Parliamo ai consumatori, ai commercianti, ai broker. Ogni mese raggiungiamo circa 5 milioni di lettori, in totale raggiungiamo 31,4 milioni di persone se teniamo conto anche di social media, podcast, eventi, emails e sito.”

Josh Malin “VinePair Audience Insights è un nuovo strumento. Noi produciamo indici che sono degli indicatori real-time delle intenzioni di acquisto. Da dove vengono i dati? Ogni volta che un lettore legge un articolo riceviamo dei dati, altri dati li riceviamo da Google”

“Quali sono i trends portanti che abbiamo notato?” si è chiesto Adam Teeter “a partire da Marzo i distillati (gin e tequila) sono aumentati, anche il Rosè è cresciuto mentre lo Champagne è diminuito”.

Anche il Prosecco è cresciuto, è divenuto un confort food” ha sottolineato Josh Malin “molti degli acquisiti sono stati immediati e le persone cercavano di stare sul punto vendita il minor tempo possibile. Quindi la riconoscibilità è stata fondamentale e per questo il Prosecco ha avuto un riscontro molto positivo. Un’altra tendenza è che i grandi brands sono diventati ancora più forti. Il cognac ad esempio ha avuto una crescita a 3 cifre anche se l’estate non è il periodo più adatto. Per quanto riguarda la crescita degli hard seltzers, il settore che è stato più condizionato è stata la birra artigianale ma anche il vino ha subito un attacco”.

I dati di VinePair mostrano che le varietà di vino preferite dai consumatori statunitensi durante la pandemia sono state: Cabernet Sauvignon (+40%), Chardonnay (+67%), Sauvignon Blanc (+20%), Pinot Noir (+20%), Red Blends (+23%). 
“Lo Champagne ora si è stabilizzato, ma a marzo ed aprile ha avuto un crollo del 60%” ha riferito Adam Teeter “per poi riprendersi in maggio e giugno ed abbassarsi leggermente nel periodo autunnale. Il Cabernet e lo Chardonnay hanno avuto risultati assolutamente in crescita, i Red Blends e lo stile californiano hanno registrato crescite importanti. Infine gli hard seltzer da luglio 2019 hanno avuto una esplosione impressionante, spinta ulteriormente dalla pandemia”.