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Export Giovedi 15 Settembre 2022

Export vini italiani: primo semestre 2022 a due velocità

A livello globale nel 1° semestre 2022 l’export di vini italiani in volume presenta un trend a due velocità: crescono gli spumanti, flettono i vini fermi.

di Emanuele Fiorio

L’Osservatorio del Vino UIV-Vinitaly ha recentemente pubblicato i dati relativi all’import di vini italiani nel primo semestre 2022 (gennaio-giugno), basati sui dati doganali.

Il primo dato che balza all’occhio è relativo alla leggera decrescita dell’export dei vini italiani in volume (spumanti e fermi) a livello globale che si attesta a -1,5% rispetto al primo semestre del 2021 (5,08 mln di hl vs 5,16 mln di hl)

I numeri presentano un trend a due velocità che non lascia dubbi, in linea generale il segmento degli spumanti cresce su tutti i maggiori mercati export (ad eccezione di Germania, Cina e Brasile), mentre i vini fermi (confezionati) subiscono una flessione in tutti i key markets, ad eccezione del Canada.

Export spumanti
Per quanto riguarda gli spumanti, il dato generale dell’export di vino italiano nel primo semestre 2022 a livello globale è positivo grazie ad una crescita del 10,2%.

Emergono i numeri relativi alla crescita del Regno Unito, mercato che cresce vigorosamente a doppia cifra in questo primo semestre, +18,8% (479.520 hl), confermando il secondo posto tra i maggiori mercati mondiali e andando ad insidiare la prima posizione occupata dagli Stati Uniti (567.540 hl).

La Germania, terzo mercato mondiale per volume, registra una flessione del 6,1%, mentre gli Stati Uniti si confermano il primo importatore di vini italiani con una crescita del 7,6%.

Ma è il vicino Canada a destare sorpresa grazie ad un aumento delle importazioni di vino italiano del 42,9% rispetto al primo semestre 2021. Un boom che lo proietta in quinta posizione, molto vicino alla Svizzera che aumenta il suo import di spumanti italiani dell’8,3%.

In Asia la situazione, come era prevedibile, è duplice. Da una parte Giappone e Corea del Sud continuano a inanellare performance positive (rispettivamente +4,8% e +29,7%) mentre la Cina subisce una forte contrazione di ben 21,6 punti percentuali, a causa di diversi fattori congiunturali che stanno impattando fortemente sull’economia cinese in generale e sull’import di vino.

Tonfo anche del Brasile che, pur partendo da numeri molto bassi (5.670 hl), registra una decrescita notevole del 16,4%.

Export vini fermi
Il quadro generale fornito dai dati dell’Osservatorio del Vino UIV-Vinitaly, non è altrettanto positivo per quanto riguarda l’export di vini fermi italiani. Il dato generale a livello mondo vede una flessione del 5,2% rispetto al primo semestre 2021.

La contrazione coinvolge tutti i principali mercati ad esclusione del Canada che, oltre a registrare una crescita pazzesca degli spumanti del 42,9%, vede un incremento del 9,5% anche per quanto riguarda i vini fermi.

I tre maggiori mercati (USA, Germania e UK) ci consegnano performance negative con flessioni rispettivamente del 4%, 7,8% e 7,3%. Anche la Svizzera registra un -8,8%.

In Asia si salva il Giappone le cui importazioni di vino italiano restano stabili, mentre Corea del Sud (-2,1%) e soprattutto Cina (-14,3%) vedono diminuire il proprio import di vino fermo italiano. Numeri simili a quelli cinesi anche per il Brasile le cui importazioni decrescono del 14,4% rispetto al primo semestre 2021.