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Export Mercoledi 25 Marzo 2020

Export francese 2019, una boccata d’aria fresca

Stabili i volumi, crescita in valore nonostante dazi Usa, Brexit, crisi asiatica e prime avvisaglie di coronavirus.

di Emanuele Fiorio

Nel 2019 gli sconvolgimenti del mercato globale si sono fatti sempre più frequenti: il conflitto tra Airbus e gli Stati Uniti, la tassa GAFA dell'Unione Europea, Brexit, la crisi politica di Hong Kong e poi l'arrivo del coronavirus.
Malgrado questi eventi non sembrassero inizialmente direttamente legati al settore vitivinicolo francese, in realtà stanno avendo tutti implicazioni di vasta portata.

Nonostante questo complicato frangente storico, le cifre dell'export francese per il 2019 sono comunque molto incoraggianti, come riporta il portale online iDealwine.
Il vino e gli alcolici rappresentano la seconda industria dopo quella aeronautica con 14 miliardi di euro ed una crescita del 5,9% in valore.
Per l'export di distillati si è registrato un forte incremento dell'8,8% (4,7 miliardi di euro) mentre il mercato del vino ha registrato un incremento del 4,4% (9,3 miliardi di euro). In termini di volume esportato, è rimasto più o meno invariato, con un leggero aumento dello 0,7%.
Gli
Stati Uniti, primo importatore di vini e distillati francesi (3,7 miliardi di euro) hanno registrato un notevole incremento in valore del 16% e del 5,5% in volume grazie ad un primo semestre particolarmente positivo. Anche il Regno Unito ha visto un aumento del 4,4%, raggiungendo 1,4 miliardi di euro scambiati.

Dietro questi numeri positivi si nascondono una serie di questioni che vanno analizzate.
Gli importatori hanno ordinato di più in previsione dei dazi che sarebbero stati introdotti. A questo proposito, dal 18 ottobre 2019, i vini francesi con un ABV inferiore al 14% sono stati tassati al 25%, e c’è la probabilità che in futuro aumentino ulteriormente.
Lo stesso vale per
Brexit che, a causa di possibili accordi commerciali, potrebbe portare a un aumento dei dazi britannici sui prodotti francesi, compresi vino e alcolici.
Anche
Cina ed Hong Kong stanno attraversando difficoltà che hanno rallentato la crescita degli ultimi anni. Le importazioni sono diminuite del 6,4%, anche se la cifra di 1,4 miliardi di euro non è di per sé disastrosa. Questi tre mercati (Usa, Uk e Cina) rappresentano il 50% delle esportazioni francesi, e quindi ci saranno sicuramente delle perdite nel 2020, alcuni già parlano di una flessione di 300 milioni di euro.
Nonostante questo, ci sono ancora dei margini per restare positivi. L'
Unione Europea continua a "bere francese", i consumi sono aumentati del 3,8% ed hanno raggiunto la cifra di 4,7 miliardi di euro nel 2019.
Il mercato giapponese, anch'esso dinamico, ha garantito un totale di 600 mila euro di importazioni, con un aumento di quasi il 10%.