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Export Venerdi 01 Ottobre 2021

Covid-19 vs supply chain: costi e ritardi

Dopo oltre 18 mesi dall’inizio della pandemia, la supply chain del vino sta cedendo, causando gravi ritardi e costi di spedizione alle stelle.

di Emanuele Fiorio

Come testimonia Vino Joy News, le spedizioni in ritardo, la mancanza di container, l'aumento dei costi, le chiusure dei porti causati dai focolai di Covid-19, hanno dilatato da poche settimane a più di tre mesi i tempi di spedizione standard dall'Europa e dall'Oceania verso l’Asia. Inoltre questo è un momento in cui i commercianti e le cantine stanno cercando di reintegrare le scorte per la stagione delle vacanze. 

Le interruzioni hanno causato quello che Bojan Radulovic, vice direttore generale di Links Concept, ha descritto come "un effetto domino" dovuto alla diffusione a livello globale del virus: "Quando il personale dei porti è infetto, il porto viene chiuso e alle navi da carico non è concesso l’attracco".

La ripresa economica precoce della Cina e il boom delle esportazioni ha comportato l'aumento delle spedizioni di container dalla Cina verso gli Stati Uniti e l'Europa, causando una grave carenza di container disponibili diretti in Cina e nel resto dell'Asia. In parole povere, la domanda dalla Cina verso l'estero ha superato quella dall’estero verso la Cina.

James Rowell, Private Client Manager di Altaya Wines, concorda sul fatto che la mancanza di container disponibili per le spedizioni dai paesi produttori di vino verso Cina ed Hong Kong ha contribuito ai ritardi. Ciò che ha aggravato il problema sono stati i dirottamenti e la mancanza di ormeggi. 

I vini che erano destinati a Hong Kong in alcuni casi sono stati dirottati verso Shanghai, Singapore o altre destinazioni. Secondo Rowell: "Una ragione è la mancanza di ormeggi disponibili ad Hong Kong, le compagnie di navigazione sono riluttanti a programmare lì gli attracchi".



Stati Uniti colpiti duramente
Gli Stati Uniti, il più grande consumatore di vino al mondo e anche uno dei principali produttori di vino, sono i più colpiti da questa situazione.

Ben Cheung, Senior Trading and Brand Manager del più grande rivenditore di vino di Hong Kong Watson's Wine, ha rivelato a Vino Joy News che le forniture di vino degli Stati Uniti hanno subito ritardi più lunghi rispetto agli altri Paesi importatori presenti nel loro portafoglio di vini.

Links Concept che distribuisce una gamma di vini americani di alta qualità (tra cui Antica, Mayacamas, Continuum e Sine Qua Non) e Altaya Wines (il cui portafoglio include brand di culto come Harlan, Bond, Colgin) hanno dichiarato che i ritardi delle spedizioni provenienti dagli Stati Uniti sono i peggiori. 

Lo conferma il New York Times che rivela la notizia di un numero record di navi da carico (73) al largo della costa della California, segnale inequivocabile dei problemi legati alla supply chain. Secondo il capitano J. Kipling Louttit, direttore esecutivo del Marine Exchange of Southern California: "È l'undicesimo mese in cui ci troviamo ad affrontare questa congestione, non abbiamo mai avuto un problema simile".

Anche alcune altri paesi dell'Asia e dell'Europa hanno dovuto fare i conti con questa situazione. Rowell di Altaya ha sottolineato che: "Il colpo più pesante l’anno patito paesi come Francia, Spagna, Italia e Sud America. Anche lo Champagne è stato gravemente colpito".

Olivier Hui-Bon-Hoa, responsabile Asia di Badet Clément, ha registrato un duro colpo sui mercati di Hong Kong, Cina continentale, Taiwan, Corea del Sud e Sud-est asiatico: "In media le spedizioni dalla Francia verso Hong Kong o verso la Cina, ci mettevano 4 o 5 settimane, ora ce ne vogliono 8 o 9".

Secondo un rapporto del Wall Street Journal la congestione ha causato una spirale che ha innalzato i costi dei trasporti che sono aumentati di quattro volte rispetto al 2020. Ha anche creato un effetto a catena sul flusso di cassa e sulla liquidità dei commercianti. 

Oltre agli impatti sugli importatori e i distributori a valle, Hui-Bon-Hoa ha evidenziato che sono state coinvolte anche le forniture a monte della catena di approvvigionamento. Saranno i consumatori finali a subire le ricadute di questi costi aggiuntivi. 

Roberto Cioaca, amministratore delegato di Heritage Wines di Hong Kong, ha detto che anche i vini provenienti dalla Nuova Zelanda, hanno subito ritardi a causa delle severe misure di lockdown. Le spedizioni dall'Italia invece sono tendenzialmente in orario: "Se ritardano di qualche giorno, è dovuto alla congestione del porto di Hong Kong".

Maximilien de Zarobe della cantina biodinamica italiana Avignonesi, ha svelato che: "Nel Regno Unito una consegna che richiedeva 5 giorni può accumulare un ritardo di due mesi e mezzo. Ma questo è da attribuire alla Brexit più che alla logistica".