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Europa Giovedi 02 Luglio 2020

Vino on-trade UK: le stime ottimistiche prevedono volumi a -30

Il Regno Unito è in recessione ed una potenziale ripresa a "V" non parrebbe poter arginare una flessione del 30% dei volumi di vino nel settore on-trade. Una seconda ondata del virus, precipiterebbe la situazione a -45%.

di Emanuele Fiorio

Nonostante la riapertura di pub, bar e ristoranti nel Regno Unito dopo il lockdown, i volumi di vendita di vino on-trade (Horeca) diminuiranno di quasi un terzo nel 2020, sperando che non ci sia una seconda ondata del virus.
Sabato 4 luglio, 130.000 pub, bar e ristoranti del Regno Unito riapriranno i battenti dopo quasi 4 mesi di chiusura forzata a causa del coronavirus. Se il meteo sarà clemente, si registrerà senza dubbio un gradito afflusso di introiti per le casse delle aziende che da marzo stanno vivendo una situazione di difficoltà senza precedenti.

La prossima sfida sarà quella di determinare l'entità dei danni al settore e quali saranno le prospettive realistiche dell'on-trade per il 2020. Per quest’anno la maggior parte dei piani commerciali degli operatori sono stati gettati nel cestino e per le aziende rimangono tre grandi incognite: quanto velocemente le persone torneranno alle loro vecchie abitudini di consumo? Cosa succederà se ci sarà una seconda ondata del virus e un ulteriore periodo di chiusura per ordine del Governo? E se l'economia del Regno Unito dovesse sprofondare in una lunga e profonda recessione?

Lo scenario migliore che presuppone una ripresa dell'attività economica a "V", mostra per l’anno in corso, un calo del 30% dei volumi di vino nel settore on-trade. In qualsiasi altra epoca, perdere il 30% delle vendite di vino da un anno all'altro sarebbe una calamità, ma nel contesto attuale molte aziende vedranno questo calo con un certo sollievo. Nel caso in cui si verifichi una seconda ondata del virus ed un ulteriore blocco, lo scenario presenta una flessione dei volumi di vendita del 45% o più nel settore on-trade.

L'economia del Regno Unito è in recessione ed il 2020 registrerà probabilmente il più forte calo del PIL annuale dagli anni '30. Sappiamo che la recessione porta a un significativo calo della spesa on-trade, poiché i consumatori optano per soluzioni più economiche e prediligono mangiare a casa. Ad esempio, durante la recessione del 2008-10, lo UK Institute for Fiscal Studies ha stimato che la spesa per il tempo libero delle famiglie britanniche è diminuita del 10%. Durante lo stesso periodo negli Stati Uniti secondo lo US Department of Agriculture, il valore delle vendite dei ristoranti è sceso del 18% ed ha impiegato fino al 2016 per recuperare il livello delle vendite del 2005.

Tuttavia, questa recessione ha caratteristiche diverse rispetto alla crisi finanziaria di 12 anni fa. Nel Regno Unito, il governo è intervenuto rapidamente per sostenere i salari, mantenere i posti di lavoro e tamponare la disoccupazione. Inoltre, con così poche opportunità di spendere denaro e tassi di interesse sui mutui ai minimi storici, le famiglie britanniche hanno avuto meno uscite negli ultimi 4 mesi. Il ritorno al consumo dopo il lockdown potrebbe essere in realtà più ingente di quanto attualmente stimato dalle previsioni economiche.
Un segnale di questa tendenza si può riscontrare nei dati delle vendite al dettaglio nel Regno Unito relativi al mese di maggio che mostrano un forte aumento dopo i cali senza precedenti di aprile.