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Europa Giovedi 09 Luglio 2020

Fine Wine: la Brexit spaventa

Le politiche e le linee guida attuali non soddisfano il settore, il WSTA presenta proposte ed incalza il Governo per ribadire l'importanza del commercio di vino pregiato.

di Emanuele Fiorio

Il Regno Unito è responsabile di un terzo dei 5 miliardi di sterline legati al commercio mondiale di vino pregiato.
Esporta circa 650 milioni di sterline all'anno di vino, e solo una piccola percentuale di questo viene effettivamente prodotta nel Regno Unito.
Il paese rappresenta un hub mondiale del vino, ma la Brexit potrebbe mutare profondamente questa situazione.

La situazione attuale potrebbe essere una opportunità unica per riorganizzare il commercio, ma le risoluzioni e la strategia del governo potrebbero ostacolare questo processo. Il coronavirus ha comprensibilmente spostato l'attenzione dal periodo di transizione che porterà alla Brexit, ma il WSTA (The Wine and Spirit Trade Association) sostiene che è proprio questo il momento per far pressioni sul Governo e ribadire l'importanza del commercio di vino pregiato.

Il WSTA ha avanzato suggerimenti che migliorerebbero le attuali linee guida, affermando che il Governo sta imponendo le stesse regole che l'UE impone ai paesi terzi. Ha raccomandato che il Regno Unito entri a far parte del World Wine Trade Group e introduca tariffe zero per ridurre la complessità del commercio di vino. Chiede al Governo di semplificare i requisiti di importazione ed esportazione, compresa l'abolizione della certificazioni di importazione VI-1 per il vino.
Le certificazioni VI-1 sono attualmente richieste solo per il vino importato nell'UE da Paesi extra-UE. Alcuni paesi, tra cui Australia e Stati Uniti, utilizzano versioni semplificate.

Il WSTA afferma che le certificazioni sono costose, 330 sterline per ogni linea di prodotti e che le norme sull'imballaggio in legno, comporterebbero costi aggiuntivi e rischierebbero di danneggiare il vino ed il suo valore. Inoltre chiede anche una maggiore conformità digitale, per esempio la possibilità di effettuare pagamenti di dazi doganali online ed una maggiore promozione governativa dell'industria vinicola britannica.
Il WSTA ha sottolineato che questi passi potrebbero essere attuati indipendentemente dall'esito dei negoziati UE.

Sia Liv-ex che la WSTA hanno affermato che il Regno Unito dovrebbe trarre ispirazione dalle misure adottate da Hong Kong, che hanno portato il Paese a diventare un attore importante nel settore del vino pregiato.
Questo aspetto è particolarmente importante visti i cambiamenti nella circolazione delle merci. Si prevede che il Regno Unito perderà l'accesso al sistema EMCS (Excise Movement and Control System) e opererà nell'ambito della gestione doganale delle merci di importazione ed esportazione (CHIEF) fino allo sviluppo di un nuovo servizio di dichiarazione doganale (CDS).

Con il settore del vino pregiato che vanta una catena di approvvigionamento molto complessa, con vini di lunga durata che attraversano le frontiere più volte, il WSTA si preoccupa di evitare che i produttori dell'UE guardino al mercato del Regno Unito con sufficienza, ritenendo che sia poco profittevole ed una sostanziale perdita di tempo. Sta già lavorando con il team del Department for Environment, Food and Rural Affairs (DEFRA) per tentare di far emergere il settore del fine wine tra le priorità da affrontare in tempi brevi.