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Esperienze Aziendali

Le aziende sono un osservatorio privilegiato per capire le dinamiche del mercato ma anche i diversi modelli di comunicazione. Per questo abbiamo scelto di raccontare le esperienze aziendali non per pubblicizzare alcuni brand ma per evidenziare quelle realtà produttive che sono riuscite ad essere originali e vincenti attraverso le loro scelte in vigna, in cantina, sui mercati.
Esperienze Aziendali Giovedi 28 Aprile 2022

Vino, Dievole: fare sistema nel Chianti Classico

Dievole crea una preziosa occasione di incontro e confronto tra operatori di una filiera territoriale che spazia tra vino, buon cibo, ricchezze naturali e cultura del benessere.

di Claudia Meo

Per scelta, per indole, ma soprattutto grazie alle esperienze maturate a fianco delle aziende, siamo strenui sostenitori di ogni forma di condivisione che permetta alle aziende di ampliare il proprio scenario di riferimento, scambiare esperienze, condividere con altre realtà imprenditoriali vision, progettualità e rischi. Dievole ha scelto di dare un messaggio forte al territorio, creando una occasione di reciproco arricchimento, organizzando un evento di elevato livello culturale, grande ampiezza di vedute e indiscutibile piacevolezza.

Stefano Capurso, Direttore Generale di Alejandro Bulgheroni Family Vinyards Italia, ha guidato una tre giorni di tavole rotonde, degustazioni ed eventi legati al benessere, regalando ai suoi ospiti un lungimirante esempio di marketing aziendale e, al contempo, territoriale.

La location è la tenuta di Dievole, wine resort nel cuore del Chianti Classico, che ha le sue radici storiche nel 1090, anno a cui risale la prima traccia amministrativa di questa tenuta; mille anni in cui il mondo è cambiato più di una volta, ma l’intensità del paesaggio, le sfumature cromatiche delle colline e la suggestione del genius loci accolgono probabilmente il visitatore allo stesso modo.

Si è parlato certamente di vino, ma si è lasciato anche che il vino parlasse da sè, in una verticale di pregio di Campinovi e Novecento, rispettivamente bianco e rosso più rappresentativi della nuova filosofia dell’azienda, passata all’attuale proprietà nel 2012.

Ma soprattutto si è lasciato che le riflessioni spaziassero dal vino a tutto ciò che lo circonda, in un territorio come il Chianti Classico, attualmente candidato a rappresentare la Toscana e l’Italia nella World heritage list dell’Unesco.

E poiché la cultura del vino è soprattutto cultura dell’ospitalità, l’occasione è stata propizia per parlare di accoglienza sul territorio con eccellenze del calibro di Fonterutoli, Castello di Ama e Castello di Monsanto. Laura Bianchi ci dà la possibilità di sottolineare e condividere un aspetto che, in fatto di enoturismo, è ormai entrato tra i nostri highlights: calibrare le visite aziendali in base all’interlocutore che si ha davanti, evitare formule preconfezionate e puntare sulla capacità delle risorse aziendali di capire cosa il visitatore si attende da quell’esperienza. Necessità di investire su risorse formate in modo mirato, quindi che, come sottolineato da Filippo Mazzei, comporta l’opportunità di prolungare la stagione utile per le visite e non rischiare di perdere ogni anno risorse qualificate. Marco Pallanti ci racconta che è possibile stabilire una corrispondenza tra vino e arte, poiché queste due forme espressive hanno entrambe, metaforicamente, il sogno di “bucare il tempo”.

La centralità delle risorse umane e l’esigenza di rendere più stabile la stagione turistica emerge anche nelle riflessioni in tema di food & future di Giacomo Trovato, Mirco Vigni, Monika Filipinska e Alessandro Ercolani, interpreti della migliore cucina del territorio: personale che deve avere una solida formazione generale e una buona conoscenza del proprio territorio, prima ancora che delle proprie mansioni specialistiche, perché la vera comunicazione con il cliente passa anzitutto attraverso le risorse umane; ma anche, come per le aziende di qualsiasi settore, politiche del personale nelle quali trovi spazio l’aspetto motivazionale, il benessere e la crescita professionale.

Dievole continua ad investire per l’accoglienza dei suoi visitatori, e sta per arricchire l’attuale struttura del resort con una spa, che nasce con l’obiettivo di non sostituirsi alla bellezza della natura circostante e non privare quindi i clienti delle esperienze che l’aria aperta può regalare, in un luogo così magico; al contrario, si affiancherà al programma Activity Nature Training Sense, vero e proprio allenamento sensoriale riservato ai visitatori di Dievole per sperimentare, ed essere in grado di replicare, una gratificante esperienza open air di riscoperta delle proprie attitudini fisiche e mentali.