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Esperienze Aziendali

Le aziende sono un osservatorio privilegiato per capire le dinamiche del mercato ma anche i diversi modelli di comunicazione. Per questo abbiamo scelto di raccontare le esperienze aziendali non per pubblicizzare alcuni brand ma per evidenziare quelle realtà produttive che sono riuscite ad essere originali e vincenti attraverso le loro scelte in vigna, in cantina, sui mercati.
Esperienze Aziendali Mercoledi 01 Dicembre 2021

Terrazze Alte, il nuovo Pinot Nero di Tenuta Mazzolino nato dall’osservazione

Quattro vigneti e quattro versanti sulla sommità della collina di Corvino San Quirico, barbatelle borgognone di Pinot Nero e l’attenta osservazione della vigna e del suo mutamento. Tenuta Mazzolino lancia sul mercato Terrazze Alte: stessa qualità, differenti peculiarità.

di Giovanna Romeo

Essere piemontesi nel 1703 era un privilegio e, fortunatamente, l’Oltrepò Pavese lo è stato fino al 1859. Un’inclusione che ha permesso una crescita di valore delle conoscenze agronomiche e vitivinicole che comprendevano la vite e in particolare il Pinot Nero, giunto in quegli areali grazie ai francesi.

A Corvino San Quirico, borgo dove la nebbia che risale dalla pianura va a diradarsi completamente sulla sommità permettendo allo sguardo di scorgere tutta la vallata, trova le sue radici Tenuta Mazzolino. Nata nel 1980 con la volontà di realizzare un progetto totalmente diverso rispetto alle consuetudini del territorio, ha dato spazio a un lavoro che inizia in vigna e si conclude in bottiglia. Alcuni fortunati incontri (come quello con Kyriakos Kynigopoulos, conosciuto a Beaune nel 1999 da Enrico Braggiotti e ancora oggi figura di riferimento per Chardonnay e Pinot Nero) hanno reso possibile orientarsi e ispirarsi alla Borgogna.

La ricerca dell’eccellenza enoica è affidata, ora, alla terza generazione, con Francesca Seralvo, milanese, che nel 2015 abbandona i codici dell’avvocatura per dedicarsi a tempo pieno alle vigne tra le quali è cresciuta fin da bambina. Ne sposa la filosofia e con la collaborazione di Stefano Malchiodi, agronomo, sceglie di parlare il linguaggio del territorio ma con un respiro internazionale. Difficile immaginare una collaborazione migliore, se si pensa che Kynigopoulos presta la sua grande esperienza a produttori del calibro di Rousseau, Henri Boillot, il Domaine Leflaive, Clos de Tart e Perrot-Minot.

Dalla sommità della collina i vigneti si estendono a 270 gradi. Venti ettari di proprietà- “non compriamo niente, non vendiamo niente” -, 39 parcelle gestite singolarmente, e caratteristiche ben precise determinate da suoli e sottosuoli argillosi e poco calcarei.

“Abbiamo la fortuna di poter giocare con le diverse composizioni geologiche e le diverse esposizioni – afferma Stefano Malchiodi -, "dalla Valle dei Prati rivolta a nord e immersa nel bosco, ai vigneti di Pinot Nero impiantati 50 anni fa sottostanti la Tenuta destinati al Noir. Le barbatelle di Pinot Nero e Chardonnay provengono direttamente dallo stesso vivaista dei “mostri sacri” di Borgogna”.

Orientato a est lo Chardonnay, a ovest il Pinot Nero e la Croatina. “È l’amore per la terra, e una filosofia da sempre rispettosa delle consuetudini enologiche e dei tempi, a dettare il lavoro in vigna: la bassa produzione per ettaro, l’inerbimento naturale dei vigneti alternato alla pratica del sovescio che permette di evitare l’uso di concimi chimici sono l’unico modo per ottenere vini di grande qualità", racconta Stefano Malchiodi. "Le importanti pendenze creano nello stesso appezzamento situazioni microclimatiche molto differenti”.

Nasce da queste osservazioni, dalla diversità evidente tra la parte alta e bassa della collina, la scelta di raccogliere e poi vinificare separatamente le uve di Pinot Nero. Quattro vigneti e quattro esposizioni diverse (un “village” come lo chiamerebbero i francesi), per dar vita a un nuovo vino che mostra la volontà di raccontare la collina e non la singola vigna, la natura dei suoli, le marne bianche e una spina dorsale di sapida mineralità gessosa, un frutto concentrato di agrumi rossi, melograno e calde note speziate tipiche del vitigno Terrazze e ora Terrazze Alte, due etichette e due Pinot Noir in purezza vinificati e affinati esclusivamente in acciaio, giovani e diretti a dimostrazione di una vocazione qualitativa altissima.

Un tempo più lungo di sosta per il Terrazze Alte, che viene imbottigliato l’anno successivo dopo la vendemmia, un progetto illuminato nato casualmente dall’osservazione della natura.

Oggi, la cantina vanta otto etichette – cinque bianchi e tre rossi –: il Noir - punta di diamante nella produzione dell'Azienda, un Pinot Nero frutto dell'oasi di Borgogna ricreata dall'azienda in Oltrepò. In assaggio anche il Blanc 100% Chardonnay, elegante, complesso, anch’esso ispirato alla scuola enologica della Borgogna; il Metodo Classico Rosé Cruasé DOCG, Pinot Nero 100%, a dimostrazione di una vocazione del territorio alla spumantizzazione. Rosé de Saignée, un breve contatto sulle bucce e 60 mesi sui lieviti per una cremosità e una persistenza illimitata. Infine il metodo classico Blanc de Blancs, ricco e molto fresco, profuma di calendula, pesca gialla, fleurs d’oranger e pan brioche.

Trentacinquemila bottiglie tra Terrazze e Terrazze Alte su novantamila bottiglie complessive annue prodotte, il vino d’annata polmone per la continuità dell’azienda.