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Esperienze Aziendali

Le aziende sono un osservatorio privilegiato per capire le dinamiche del mercato ma anche i diversi modelli di comunicazione. Per questo abbiamo scelto di raccontare le esperienze aziendali non per pubblicizzare alcuni brand ma per evidenziare quelle realtà produttive che sono riuscite ad essere originali e vincenti attraverso le loro scelte in vigna, in cantina, sui mercati.
Esperienze Aziendali Mercoledi 27 Luglio 2022

Sostenibilità cooperativa nella Maremma toscana

Cantina Cooperativa Vignaioli del Morellino di Scansano ci racconta le diverse facce della sfida che ha intrapreso per tutelare il territorio e sostenere la propria economicità.

di Claudia Meo

La spinta che muove un’organizzazione cooperativa a ripensare i propri meccanismi operativi in ottica sostenibile è fortemente legata al desiderio di tutelare il territorio che rappresenta: la qualità della vita dei propri associati e delle rispettive famiglie, l’aspettativa di un futuro in cui ci sia spazio per continuare a trarre sostentamento, benessere economico e piacere dalla terra in cui si vive pone alla Cooperativa Vignaioli di Scansano un ineludibile imperativo: garantire la massima cura ai 700 ettari di vigneto da cui provengono le uve conferite, rivedere le proprie prassi produttive e chiedere ai suoi 170 soci di condividere questo impegno.

La Cooperativa ha mosso i primi passi verso la sostenibilità nel 2008, iniziando a ripensare nel tempo la cura delle vigne dei propri soci, i suoi cicli produttivi, la formula distributiva e il packaging dei suoi prodotti. È del 2012 la certificazione da parte dell’inglese Carbon Trust, del 2015 il riconoscimento V.I.V.A. del Ministero dell’Ambiente per il Morellino di Scansano Docg e il Morellino di Scansano Docg Roggiano;  del 2018 la certificazione europea PEF, che misura la performance ambientale di un prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita; sempre per il Morellino, che rappresenta il 65% della produzione aziendale. Tutto ciò è stato possibile anche grazie ai soci, che non hanno mai fatto mancare il loro sostegno e hanno mostrato un alto grado di immedesimazione nei progetti sostenibili dell’azienda.

Ma proprio forte delle sue certificazioni la Cooperativa è pienamente consapevole che i percorsi che conducono alle attestazioni non contano in forza del bollino ricevuto, ma soltanto se ed in quanto aiutano ad acquisire consapevolezza, formare le mentalità e aiutare concretamente l’azienda ad essere più performante e quindi competitiva.

Guidata da questi intenti la Direzione della cantina ha in questi anni rivisto i propri processi produttivi, con interventi che hanno riguardato: la nuova linea di imbottigliamento, per ridurne l’assorbimento di acqua, energia e gas; le linee di lavaggio e scarico, con cicli di lavaggio che hanno sostituito il pompaggio continuo di acqua e ridotto la portata dell’acqua consumata; la gestione delle acque di scarico, che in passato richiedeva l’uso di diverse sostanze solventi e ripetute fasi di risciacquo, con connessi sprechi di acqua ed energia. Si è trattato di scelte produttive che hanno agito, oltre che sul fronte della sanità ambientale, sull’aspetto della economicità, e quindi, indirettamente, sul costo unitario del prodotto.

Per quanto riguarda il packaging, in questi anni si sono susseguite una serie di scelte che hanno condotto, per affinamenti successivi, alla soluzione ad oggi ritenuta ottimale: la bottiglia del Roggiano Bio, destinato principalmente alla grande distribuzione, è passata attraverso una serie di sperimentazioni, per portare al contenitore da 420 grammi, fornito da un produttore locale, circostanza che ha consentito di limitare i costi di trasporto; oltre che, grazie alla forma della bottiglia, più bassa dello standard, ha permesso di incrementare il numero di bottiglie per singolo bancale, quindi, in ultima analisi, limitare l’impatto ambientale.

Sul fronte dell’imballo, i cartoni da 6 bottiglie, contrariamente a quanto il semplice buon senso lascerebbe pensare, si sono rivelati quelli meno impattanti, in quanto consentono di evitare l’inserimento del cartone divisorio tra le bottiglie; cosa che non è invece fattibile per i cartoni da 12.

Per quanto riguarda l’approvvigionamento di energia, i tetti delle strutture produttive sono già corredati da pannelli fotovoltaici che garantiscono una produzione di 150 kw. Un’attenta valutazione sulla opportunità di incrementare ulteriormente la produzione fotovoltaica ha condotto a ritenere che non riuscirebbe a generare ulteriori economicità, alla luce delle caratteristiche climatiche del luogo e dell’incidenza del sole nei mesi invernali.

Questo dimostra che, anche di fronte ad un’esigenza chiara, condivisa e incontrovertibile, le soluzioni da adottare non siano codificate, e rende anche evidente che nessuna soluzione resta stabile nel tempo, ma, al contrario, deve corrispondere alla migliore opzione dati certe condizioni e una serie di vincoli.

Se oggi chiediamo alla Cooperativa Vignaioli di Scansano cosa pensa del fattore tempo in relazione ai percorsi di sostenibilità, ci risponde forte e chiaro che per fortuna si tratta di progetti virtuosi avviati da tempo in azienda: trattandosi di processi complessi, nei quali la parte più delicata è rappresentata proprio dalla rotazione di mentalità, iniziare oggi, per una realtà come Cooperativa Vignaioli di Scansano sarebbe irrimediabilmente tardi.

La cantina ha invece il merito e la fortuna di avvicinarsi alla fine dell’anno 2022 con l’orgoglio di chi si appresta a redigere il primo bilancio di sostenibilità.