IL PRIMO MAGAZINE ONLINE ITALIANO
PER ORIENTARTI NEL MONDO DEL VINO

Esperienze Aziendali

Le aziende sono un osservatorio privilegiato per capire le dinamiche del mercato ma anche i diversi modelli di comunicazione. Per questo abbiamo scelto di raccontare le esperienze aziendali non per pubblicizzare alcuni brand ma per evidenziare quelle realtà produttive che sono riuscite ad essere originali e vincenti attraverso le loro scelte in vigna, in cantina, sui mercati.
Esperienze Aziendali Venerdi 08 Luglio 2022

Sostenibilità ambientale e sinergia cooperativa: parole chiave di Castelli del Grevepesa

Castelli del Grevepesa realizza un modello progressista di condivisione e sposa un concetto di sostenibilità dimostrabile.

di Claudia Meo

Un’interessante intervista con Alessandro Cardini, Direttore Generale, e con Francesco Gera, Direttore Commerciale, ci ha permesso di comprendere i valori ispiratori  e apprezzare le lungimiranti linee strategiche della Cooperativa di San Casciano in Val di Pesa.

 

Alessandro, Castelli del Grevepesa ha appena festeggiato le sue prime 57 stagioni. Come possiamo descrivere lo spirito e la storia che hanno nel tempo fatto della Cooperativa “la più grande famiglia del Chianti Classico”?

Alle origini della storia della Cooperativa c’è stata l’intuizione di Gualtiero Armando Nunzi, grande imprenditore nel settore del caffè, che ha creduto fermamente che il nostro territorio meritasse un modello di condivisione capace di creare benefici immediati per gli agricoltori locali, garantendo la giusta remunerazione per le proprie uve, e mettendo a disposizione una serie di servizi agronomici, produttivi e organizzativi in grado di valorizzare la produzione. Siamo molto orgogliosi del fatto che oggi, tra i nostri 120 conferitori, annoveriamo, dopo 57 anni, molte aziende che hanno dato allora vita alla cooperativa, tra cui anche l’azienda diretta da uno degli eredi del fondatore; è la migliore testimonianza che queste idee continuano a trovare piena realizzazione nelle nostre strategie. Continuiamo a curare moltissimo il rapporto con il singolo socio conferitore, nell’operatività di tutti i giorni, con il supporto agronomico, con l'organizzazione di importanti momenti di condivisione e formazione come i Forum stagionali, che, grazie anche all’intervento di professionisti del settore, sono fonte di arricchimento e di aggiornamento per tutti noi.

 

La vostra cooperativa rappresenta un emblematico esempio di sinergia che va oltre i localismi, circostanza non scontata per una terra fiera e orgogliosa come la Toscana.

La Toscana del vino ha molti motivi per essere fiera dei propri localismi; basti pensare a quante denominazioni hanno varcato i confini nazionali e hanno letteralmente conquistato il mondo: Chianti, Chianti Classico, Bolgheri, Brunello, Nobile di Montepulciano, Morellino di Scansano. In casi come questi si può ben comprendere l’attaccamento alle proprie glorie e la voglia di distinguersi dal resto della produzione regionale. Noi siamo però convinti che la vera fortuna di un territorio, come di un’azienda, la facciano, oltre la certezza del proprio valore individuale, la condivisione e l’aggregazione. È per questo che, in aggiunta alla cura del “corpo sociale” della nostra cooperativa, stiamo attivando una serie di importanti collaborazioni con altre aziende toscane, per crescere insieme sul fronte della qualità, della sostenibilità e della rappresentatività. Alla crescita dimensionale abbiamo anteposto l’avvio di sinergie con altre cooperative: un esempio per tutti, la recente creazione della linea Un-Io Bio in collaborazione con la Vecchia Cantina di Montepulciano ed i primi approcci di accordi commerciali con la Cantina Sociale dei Colli Fiorentini.

 

Francesco, tra i valori che la Cooperativa in questo momento vuole trasmettere al mercato vi è un quello di una sostenibilità a tutto tondo. Su quali elementi si fonda il vostro modello sostenibile?

Anzitutto ci tengo a precisare che quella della sostenibilità non è stata una scelta “calata dall’alto”; al contrario, ciascuna delle nostre 22 risorse aziendali è stata coinvolta nel progetto “sostenibilità” e posso dire che ciascuno oggi si sente, in base al proprio ruolo, testimone di questa scelta. È chiaro a tutti che non c’è un esame da sostenere e un diploma da conseguire, ma un processo da rispettare nel tempo, di pari passo con la vita dell’azienda. Abbiamo conseguito la certificazione Equalitas nel luglio 2021 con la collaborazione di tutti i reparti aziendali e oggi siamo tutti in prima linea coinvolti per il mantenimento degli standard che la certificazione richiede.
Si è trattato, d’altro canto, di una strada suggerita dal mercato, soprattutto da parte di Paesi quali il Nord America e il Nord Europa.
È un profondo ripensamento del nostro processo produttivo, che prende avvio dalla ristrutturazione dell’edificio, che prevede l’istallazione dei pannelli fotovoltaici e il ridisegno dell’impianto di illuminazione, in un’ottica di riduzione del consumo energetico. In cantina ci sta guidando l’esigenza di contenere la carbon e water footprint del nostro prodotto, la produzione di CO2 per bottiglia e siamo già pienamente operativi con produzione di bottiglie leggere, l’utilizzo di tappi riciclabili a zero emissioni di CO2, e di etichette in carta riciclata e certificata FSC.

 

La vostra base associativa sta rispondendo bene a questa vostra sollecitazione?

Siamo più che soddisfatti del feedback che stiamo avendo dai nostro conferitori: naturalmente ci sono diversità di estensioni territoriali, esperienze, età e vision, ma in termini generali stiamo riuscendo a portare anche in vigna i nostri valori di sostenibilità. Alcuni dei nostri conferitori sono peraltro in corso di conversione biologica.
In vigna ci siamo dotati di un protocollo agronomico che utilizza un Decision Support System, software che permette di aumentare l’efficacia delle azioni nel vigneto, grazie a centraline intelligenti in grado di rilevare il reale fabbisogno di trattamenti e poter quindi limitare gli interventi solo laddove è realmente necessario e nella misura strettamente necessaria. A spese della cooperativa siamo riusciti ad oggi a dotare alcuni nostri conferitori di queste centraline. Abbiamo inoltre costituito una centrale di acquisto che ci permette di acquisire sul mercato, a condizioni di particolare vantaggio, alcuni trattamenti allineati al protocollo di sostenibilità, che sono in grado di rispettare il territorio, il prodotto finale, i consumatori e le persone che lavorano in vigna; quindi nell’assoluta consapevolezza di rispettare i 3 pilastri della sostenibilità: sociale, ambientale ed economico.
Orgogliosamente posso anticipare che stiamo lavorando al primo bilancio di sostenibilità, che rappresenterà un primo importante pilastro rispetto al cammino fino ad oggi intrapreso e ci darà la possibilità di condividere la nostra vision con tutti i nostri stakeholder.