IL PRIMO MAGAZINE ONLINE ITALIANO
PER ORIENTARTI NEL MONDO DEL VINO

Esperienze Aziendali

Le aziende sono un osservatorio privilegiato per capire le dinamiche del mercato ma anche i diversi modelli di comunicazione. Per questo abbiamo scelto di raccontare le esperienze aziendali non per pubblicizzare alcuni brand ma per evidenziare quelle realtà produttive che sono riuscite ad essere originali e vincenti attraverso le loro scelte in vigna, in cantina, sui mercati.
Esperienze Aziendali Venerdi 06 Maggio 2022

Sella & Mosca, dalla storica cantina sarda una nuova espressione del territorio nata per sedurre

Torbato Rosé Brut è alla sua seconda annata e già dimostra la stoffa di un grande player.

di Claudia Meo

Per chi ama la Sardegna, la tenuta i Piani, nel vertice nord ovest dell’isola, entroterra di quella linea costiera mozzafiato che protegge la città di Alghero, è indubbiamente un punto cospicuo; 650 ettari, di cui 550 vitati, eredità dell’intuizione dei piemontesi Sella & Mosca che a fine Ottocento intravidero le potenzialità dell’area e vi crearono un’azienda vivaistica che ai primi Novecento produceva 1760 varietà.

Il Torbato era tra queste, per essere arrivato sull’isola nel 13° secolo, durante la dominazione spagnola: un vitigno difficile, sia in vigna che in cantina, con un ciclo vegetativo lungo, raccolta a fine settembre, a volte inizio ottobre; un mosto difficile da gestire. Nel tempo, sono in molti ad abbandonarlo, quasi tutti. Per Sella e Mosca, invece, merita investimenti: oggi il Torbato è una referenza importante, che conta circa 1 milione di bottiglie, tra spumante e fermo.

 

Giovanni Pinna, direttore ed enologo di Sella & Mosca, ci racconta qualcosa in più di questo vitigno e condivide con noi l’avventura che ha portato l’azienda ad investire sulle bollicine in rosa targate Torbato.

Il Torbato è il vitigno a bacca bianca grande protagonista della DOC Alghero, una delle poche denominazioni territoriali della Sardegna, territorio in cui prevalgono, invece, DOC tipologiche come Vermentino di Sardegna, Cannonau di Sardegna. Una denominazione, quella di Alghero, in cui trovano spazio bianchi, rosati, rossi, e che vede oggi il Consorzio investire molto in internazionalizzazione, principalmente in direzione Stati Uniti ed Europa.

Sella & Mosca ha intrapreso da decadi il percorso della spumantizzazione: ma se agli albori le bollicine venivano commissionate all’esterno, oggi, soprattutto con l’avvento della proprietà Moretti, la produzione di spumanti è diventata parte integrante della formula produttiva. Con il supporto di Mattia Vezzola, grande esperto di metodo classico, ho avuto il piacere di prendere parte a questa sfida, mettendo a disposizione la mia esperienza sul Torbato. Passare al rosato ha poi rappresentato un’ulteriore sfida. Abbiamo scommesso sullo sposalizio del Torbato con il Cannonau e il Monica, due vitigni a bacca nera.

I vini base vengono prodotti separatamente e si crea una cuvée di un 85% di Torbato, 10% di Cannonau e 5% di Monica, che viene sottoposta alla presa di spuma di 1 mese in autoclave, secondo le tecniche del metodo Martinotti, e successivamente 1 mese a contatto con i lieviti.

 

Quali sono le prospettive di Torbato Rosé Brut, giovane promessa di casa Sella & Mosca?

Da un punto di vista commerciale ci sta dando segnali molto positivi. La prima annata è uscita a giugno 2021, con 50.000 bottiglie prodotte; per l’imminente uscita della seconda annata immaginiamo circa 80.000 bottiglie. E’ un momento felice per questa tipologia di vino: il turismo estero, soprattutto d’estate, sta apprezzando molto questa fantasiosa cuvée. Abbiamo notato particolare apprezzamento da parte del pubblico francese, cosa che ci rende particolarmente orgogliosi. Con il Torbato Rosé Brut contiamo di raggiungere tutti i nostri mercati storici, rappresentati per un 35% dal mercato regionale, per il 35% dal continente e per un 30% dal mercato estero. Riteniamo che l’estero stia manifestando segnali di assuefazione ai soliti vitigni, e che ci sia spazio per un ingresso importante del Torbato. Puntiamo in primis su Stati Uniti, Canada, Germania, Svizzera, UK e Giappone. Partecipiamo a fiere e competizioni internazionali, come Grenache du Monde e siamo confidenti delle potenzialità di questo nuovo vino.

 

Con il prossimo avvento della stagione estiva, quali abbinamenti possiamo suggerire per questa insolita etichetta?

Il suo dress code, elegante e brioso, lo rende un immancabile accompagnatore di aperitivi estivi in riva al mare o a bordo yacht. Il profilo olfattivo è particolarmente ricco per un vino di questa tipologia, e dobbiamo questo bel risultato al fortunato connubio tra vitigni diversi, che regalano in sintesi delicate note di  floreale, fruttato e agrumato. Questo vino nasce da vigneti che distano 2-3 km in linea d’aria dal mare, circostanza che conferisce, oltre ad una buona acidità, una sapidità spiccata.
Ritengo che questa ricchezza di spettro si traduca in versatilità e che un bel calice rosa di Torbato Brut possa sposarsi benissimo con tutti i tipi di salumi, oltre che, naturalmente, con primi di mare dotati di una certa succulenza. Lasciando libero spazio alla fantasia, lo immagino il perfetto compagno di una fregola ai frutti di mare, seguita da un’aragosta alla catalana.