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Esperienze Aziendali

Le aziende sono un osservatorio privilegiato per capire le dinamiche del mercato ma anche i diversi modelli di comunicazione. Per questo abbiamo scelto di raccontare le esperienze aziendali non per pubblicizzare alcuni brand ma per evidenziare quelle realtà produttive che sono riuscite ad essere originali e vincenti attraverso le loro scelte in vigna, in cantina, sui mercati.
Esperienze Aziendali Martedi 05 Luglio 2022

Sardegna in purezza: vino e territorio raccontati nel bicchiere

Siddùra presenta i due nuovi vini a base Carignano, figli dell’area sud-occidentale del Sulcis: Bàcco ed Èstru.

di Agnese Ceschi

Vino e territorio, un binomio indissolubile ed innato, che il mondo del vino sta cercando di valorizzare al meglio nel risultato finale, il bicchiere. Questo binomio è alla base della filosofia produttiva di Siddùra, azienda sarda nel cuore della Gallura, che ha da poco presentato due nuovi vini a base Carignano, un vitigno autoctono che trova casa nell’area del Sulcis: Bàcco ed Èstru. Scopriamo in questa intervista doppia all'enologo Dino Dini e all’agronomo Luca Vitaletti come lo stesso vitigno, piantato in terreni diversi e coltivato in modo differente, possa dare prodotti peculiari e raccontare il territorio e le condizioni in cui è cresciuto e ha dato frutto. 

Che rapporto c’è tra vino e territorio e in che modo l’agronomo interviene per migliorarlo?

Luca Vitaletti:

Il territorio e l’uva hanno un rapporto indissolubile, per questo il ruolo dell’agronomo è proprio quello di conoscere il territorio nel modo migliore, interpretare il terreno ed il suolo attraverso analisi accurate e rispondere così con una resa migliore del frutto che consegniamo in cantina al nostro team di enologi, pronto a realizzare un vino che racconti al meglio il territorio. 

Naturalmente non possiamo prescindere dal fatto che il lavoro cambia di anno in anno in base all’andamento climatico. Nel mondo agricolo ogni stagione è diversa dall’altra. 

Come fate fronte alle sfide climatiche dell’ultimo periodo e qual è il problema più grande da affrontare?

Dino Dini:

Negli ultimi anni uno dei principali problemi con cui ci confrontiamo in Gallura è la disponibilità idrica. Dobbiamo considerare però che la vite è una pianta che, se stressata nel modo giusto, rende un prodotto migliore. Dunque anche la mancanza d’acqua, purché regolata, può giocare a nostro vantaggio perché la pianta è spronata a reagire andando a pescare l’acqua in profondità. 

Luca Vitaletti: 

Il cambiamento climatico impone scelte sempre più sostenibili: l’orientamento dei filari, nuove tecnologie per limitare al massimo l’uso di prodotti fitosanitari, prevedendo eventuali malattie con le stazioni meteo o con l'ausilio dei sensori che captano l’umidità del suolo e infine l’uso del fotovoltaico in cantina. Inoltre, abbiamo adottato due stazioni per il monitoraggio degli insetti (tignola e tignoletta in particolare) per capire quando e se fare interventi specifici. La natura gioca a nostro vantaggio se sappiamo diventarne complici nel massimo rispetto dell'ambiente. 

Avete presentato da poco due nuovi vini, Bàcco ed Èstru, che provengono da terreni molto particolari. Di che cosa si tratta?

Dino Dini: 

I due nuovi vini di Siddura, entrambi IGT, provengono da uve  Carignano, un vitigno tipico del sud della Sardegna. Siddùra è in Gallura, per cui inizialmente avevamo valutato se provare a piantare questo vitigno qui, ma poi la scelta dei terreni maggiormente vocati è prevalsa, e così siamo andati nel Sulcis, nell’area sud-occidentale dell’Isola. 

Luca Vitaletti: 

Bàcco viene da vigne prefilosseriche, coltivate a piede franco con allevamento ad alberello in terreno prospiciente al mare, prevalentemente sabbioso e argilloso che non permette alla fillossera di duplicarsi. Èstru proviene, invece, da vigne sempre di Carignano vicine al mare: la pianta è coltivata a spalliera, con un approccio più moderno, dove la mano dell’uomo interviene di più rispetto al precedente contesto.  L’ulteriore differenza a livello di coltivazione è la resa: nel caso di Bàcco è di massimo un chilogrammo per pianta, mentre per Èstru di 1,4-1,6 chilogrammi per pianta. 

Quali sono le differenze in cantina?

Dino Dini:

Inizialmente abbiamo cominciato a vinificare le uve provenienti dalle vigne a piede franco per la produzione di Bàcco e, seguendo l’esempio di Giacomo Tachis che per primo lo propose, abbiamo optato per l’affinamento in legno. Il vitigno Carignano, spesso avvicinato dalla critica al Barolo, è caratterizzato da un tannino setoso, acidità e corpo che conferiscono rotondità ed è adatto ad affinamenti lunghi. Per questo motivo il nostro Bàcco affina 12 mesi in barrique e 12 mesi in bottiglia. Èstru è nato perchè volevamo un Carignano che si rivolgesse ad un preciso target di consumatore: giovane, attratto dai vini fruttati, piacevoli e di facile beva. Per questo motivo questo vino non affina in legno. Al contrario Bàcco, dal prezzo più impegnativo, si rivolge ad un target di consumatori che cerca un vino di nicchia. 

Come si inseriscono questi vini nella filosofia produttiva Siddùra?

Da sempre la filosofia di Siddùra è una profonda ricerca di qualità, perfezione e armonia con l’obiettivo di produrre vini che siano espressione della Sardegna più pura. I nostri vini nascono per essere competitivi su tutti in mercati con delle caratteristiche precise: poco residuo zuccherino e un metodo di lavorazione che ha un basso impatto sul prodotto finale per far trasparire il territorio nel bicchiere.