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Esperienze Aziendali

Le aziende sono un osservatorio privilegiato per capire le dinamiche del mercato ma anche i diversi modelli di comunicazione. Per questo abbiamo scelto di raccontare le esperienze aziendali non per pubblicizzare alcuni brand ma per evidenziare quelle realtà produttive che sono riuscite ad essere originali e vincenti attraverso le loro scelte in vigna, in cantina, sui mercati.
Esperienze Aziendali Mercoledi 28 Settembre 2022

Mercato vino cinese, Santerno: momento clou per garantirsi vantaggi strategici

Santerno Group, in completa trasparenza, ha voluto analizzare "pro" e "contro" dell’attuale scenario di mercato cinese.

di Emanuele Fiorio

La Cina sta affrontando una congiuntura storica inedita caratterizzata da diversi mutamenti ed incertezze che riguardano aspetti economici, commerciali, geopolitici, sanitari, militari e strategici. 

Santerno Group forte di una esperienza consolidata in vent’anni di attività in questo immenso ed eterogeneo mercato, conosce e si interfaccia costantemente con le reali condizioni delle aziende vitivinicole italiane sul mercato cinese e le supporta attraverso strutture logistiche sul territorio, reti operative  e commerciali di vendita, strumenti e contenuti di promozione e comunicazione definiti e rivolti specificatamente ad un pubblico di consumatori cinesi.

Nell’ottica di fornire al settore vitivinicolo italiano un quadro trasparente, pragmatico e realistico, Santerno Group ha voluto analizzare "pro" e "contro" dell’attuale scenario di mercato cinese.

Fattori negativi - analisi dei “Contro”

Ad oggi le autorità cinesi stanno facendo ricorso massiccio alla politica “Zero Covid”, nonostante la media nell’ultima settimana sia appena di 1.300 casi circa. Negli ultimi mesi il governo cinese ha imposto lockdown improvvisi anche totali in diverse città e pesanti restrizioni alla mobilità. Attualmente decine di milioni di persone in almeno 30 regioni e province stanno subendo lockdown totali o parziali, con situazioni di carenza di beni di prima necessità.

Questa strategia sta frenando la crescita cinese, lo dimostrano i dati relativi al PIL del paese nel secondo trimestre del 2022, cresciuto appena dello 0,4% (il peggior risultato dal 1992, escludendo la flessione del 6,9% nel primo trimestre 2020 causata dallo shock iniziale del Covid-19) e rallentando bruscamente dal 4,8% del primo trimestre. Una brusca frenata soprattutto tenendo conto che l'obiettivo di crescita economica fissato per quest’anno si attesta al 5,5%. 

Un'altra evidente conseguenza di questa situazione è la diminuzione del numero di stranieri residenti in Cina che si è dimezzato negli ultimi due anni. Il numero di arrivi e partenze di cittadini stranieri nel 2021 è sceso a 4,53 milioni, un calo del 4,6% rispetto al 2019. Anche il flusso transfrontaliero si è ridotto: nel 2021 i viaggi in entrata o in uscita dalla Cina dei cittadini continentali sono crollati del 79% rispetto al 2019. 

Questi presupposti stanno chiaramente influenzando anche l’import di vino. I dati di Nomisma Wine Monitor sui primi 7 mesi del 2022 mostrano una flessione dei volumi di vini importati del 15% rispetto al 2021 (poco più di 2,1 milioni di ettolitri di vino) e del 49% rispetto al picco massimo raggiunto nel 2018.

Fattori positivi - analisi dei “Pro”

Tuttavia come segnalano gli ultimi dati diffusi dalla China Association for Imports and Exports of Wine and Spirits (CAWS), dopo maggio 2022 sono iniziati a emergere segnali di ripresa per il vino. Durante il mese, le importazioni sono cresciute del 12,2% in valore a 141,8 milioni di dollari e a giugno la crescita è proseguita con un ulteriore balzo del 5% a 137,5 milioni di dollari.

Le aziende del vino che vogliono competere sul mercato cinese devono inoltre affrontare una concorrenza più agguerrita da parte dei produttori locali. Negli ultimi anni sono stati eliminati molti incentivi che esistevano per le imprese straniere, ciò è dovuto al fatto che la leadership cinese ha deciso di puntare maggiormente sulle aziende cinesi. Nonostante queste tendenze, gli esperti ritengono che la domanda cinese rimarrà alta e spingerà il Paese ad aprire le frontiere una volta che le politiche “Zero Covid” lo permetteranno.

In sostanza qualsiasi effetto negativo delle misure di contenimento della pandemia sarà temporaneo, la Cina rimarrà un mercato irresistibile per le aziende vitivinicole straniere e probabilmente tornerà a crescere così rapidamente che non riuscirà a soddisfare la domanda affidandosi esclusivamente alle produzioni locali. 

Già prima della pandemia, il governo si era concentrato sul miglioramento del sistema di accesso al mercato cinese da parte delle aziende straniere per contrastare gli ingressi, le residenze e l’impiego illegali nel Paese. In sostanza per le aziende chi non soddisfano i requisiti sarà più difficile trasferirsi in Cina anche dopo l'abolizione delle restrizioni, mentre per le aziende che avranno i requisiti ci sarà un mercato più ampio, meno saturo e con maggiori opportunità.

In conclusione il mercato del vino e l’economia cinese nel suo insieme, stanno attraversando un periodo complesso e difficile da decifrare ma, per le aziende vitivinicole italiane, questo frangente rappresenta una occasione unica ed irripetibile per creare un vantaggio strategico fondamentale nel momento in cui l’economia cinese riprenderà a galoppare. 

Per beneficiare di questa congiuntura è però necessario essere strutturati e presenti sul territorio, creare in tempi brevi partnership e collaborazioni per favorire una connessione diretta con il mercato cinese ed adeguare la propria produzione al consumatore cinese.

“Nei prossimi anni la Cina sarà ancora di più un enorme mercato in espansione, anche per i vini italiani” sottolinea Luca Garelli, managing director di Santerno Group “ma solo chi oggi è fisicamente presente (soprattutto in forma strutturata) potrà goderne, per chi invece è fuori, sarà quasi impossibile riuscire ad accedervi. L'invito è quello di creare connessioni, collaborazioni il più velocemente possibile, in modo da potersi strutturare con costi ragionevoli e creare un percorso di crescita sostenibile e costante”.

In questa ottica di crescita non bisogna dimenticare i diversi programmi di investimento che la leadership cinese sta sviluppando e che potrebbero rivelarsi ottime opportunità per le aziende vitivinicole italiane: i progetti legati alla “Greater Bay Area” e la zona economica speciale di Hainan.

La “Greater Bay Area” mira a collegare le città di Hong Kong e Macao con 9 città della provincia del Guangdong (comprese le megalopoli Shenzhen e Guangzhou) in un unico centro economico e commerciale integrato. L’hub dovrebbe diventare entro il 2035 un distretto in grado di competere con la Silicon Valley di San Francisco.

Per quanto riguarda l’isola di Hainan, qui il governo cinese ha deciso di istituire una zona economica speciale ed intraprendere un nuovo progetto pilota (con scadenza prevista per il 2025) free trade e duty free, per rendere di fatto Hainan un hub di libero scambio internazionale alla pari di Hong Kong e Singapore.