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Esperienze Aziendali

Le aziende sono un osservatorio privilegiato per capire le dinamiche del mercato ma anche i diversi modelli di comunicazione. Per questo abbiamo scelto di raccontare le esperienze aziendali non per pubblicizzare alcuni brand ma per evidenziare quelle realtà produttive che sono riuscite ad essere originali e vincenti attraverso le loro scelte in vigna, in cantina, sui mercati.
Esperienze Aziendali Giovedi 26 Maggio 2022

La proposta innovativa di Emilia Wine in una terra ricca di tradizione

La cantina cooperativa di Arceto di Scandiano porta i grandi vini emiliani oltre confine.

di Claudia Meo

Emilia Wine nasce dall’aggregazione di tre realtà storiche del territorio di Reggio Emilia e oggi, a 8 anni dalla sua nascita, rappresenta 730 viticultori e 1800 ettari vitati. Con un chiaro progetto di trasformazione e di internazionalizzazione, in pochi anni ha trasformato la storia in avanguardia.

Ci racconta questo percorso Marco Fasoli, Direttore Commerciale e Marketing del gruppo, in occasione di ProWein. La presenza alla manifestazione fieristica internazionale, a tre anni dall’ultima edizione pre-Covid, si inquadra nella strategia di internazionalizzazione del gruppo. Emilia Wine è la holding di Casali Viticultori, prestigioso marchio emiliano che, con la sua storia ultra centenaria manifesta, in realtà, un’anima straordinariamente innovativa per l’Emilia del vino.

 

Marco, puoi raccontarci le linee essenziali del progetto imprenditoriale che oggi porta Casali a proporsi al mercato internazionale con una linea di prodotti diversificati e accattivanti?

Il progetto di Casali è anzitutto quello di valorizzare la propria piramide della qualità, offrendo una gamma di prodotto in grado di interessare diversi segmenti di mercato, soddisfare diverse tipologie di consumatore e presidiare diversi mercati. Oggi Casali realizza 10 collezioni e circa 40 etichette, che rappresentano fedelmente le Doc del territorio, garantendo sia una produzione in linea con le richieste del mercato di primo consumo, sia valorizzando alcune icone del territorio. Riteniamo che qualunque strategia di valorizzazione debba partire dal proprio mercato locale di riferimento, prima ancora che ambire ad una crescita internazionale. Su quest’ultimo fronte, poi, siamo molto soddisfatti degli obiettivi raggiunti: siamo presenti in Europa, Stati Uniti e Giappone. Approdare in Europa, in particolare in Germania, rappresentava uno dei nostri primi target; questo ProWein è stato molto utile, da questo punto di vista. Nei nostri progetti a breve termine c’è sicuramente il potenziamento della presenza in Europa e la crescita sui mercati asiatici. Per l’Asia abbiamo creato una linea di prodotto specifica, la 1900, che per design e caratteristiche ha le carte in regola per avere successo.

 

Puoi presentarci alcune delle icone aziendali e raccontarci il messaggio che esse portano con sé?

La linea Prà di Bosso nasce per valorizzare le diverse tipologie di Lambrusco del territorio e le etichette che la rappresentano sono il perfetto corredo per la ricca gastronomia di territorio, nella quale trovano grande spazio le paste fresche ripiene della tradizione e i salumi locali. Il Migliolungo è un’etichetta di Lambrusco frizzante secco che nasce da 21 vitigni, antiche varietà del reggiano, coltivate dall’Istituto Agrario A. Zanelli e salvate dalla scomparsa. Ca’ Besina è il primo Metodo Classico dell’Emilia Romagna ottenuto dalla Spergola in purezza, vitigno autoctono dotato di particolare versatilità, e che dà ottimi risultati sia in versione ferma che spumantizzata, oltre che in passito. Le prime tracce storiche di questo vitigno risalgono al 1400; oggi non sono molti gli ettari vitati a spergola, ma noi siamo convinti che vada preservata e portata alla ribalta, in considerazione delle sue straordinarie caratteristiche di freschezza, di mineralità e di bouquet aromatico. Per noi non è stata una sorpresa che al concorso internazionale Mundus Vini, organizzato da Meininger, si sia aggiudicata la medaglia d’oro. Ma riteniamo sia necessaria un’intensa attività di comunicazione e diffusione per rendere merito a questa eccellenza emiliana.

 

Marco, qual è il segreto di una formula imprenditoriale così innovativa, in un territorio così saldamente ancorato alla tradizione? Quali sono per Casali le imprescindibili leve dell’attuale successo?

Credo che il driver più rilevante del nostro successo, oltre la ricchezza della materia prima e l’attenta tecnica di vinificazione, sia rappresentato dalle risorse umane, che costituiscono il vero DNA dell’azienda. Sul fronte commerciale, per esempio, ho il piacere di lavorare con un gruppo di 6 risorse competenti e molto in sintonia tra di loro, e questo è indispensabile per poter seguire le linee di sviluppo delineate. Siamo in procinto di assumere anche un hospitality manager per dare impulso all’attività enoturistica, che sfrutterà una lounge in fase di ultimazione che abbiamo battezzato Emilia Wine Home, e stiamo studiando il modo più interessante per poter accogliere i visitatori che intendano pernottare in azienda.

 

Numeri importanti, risorse umane ben amalgamate, vitigni del territorio sapientemente valorizzati e strategie commerciali ben congegnate: nella piacevole e stimolante cornice di ProWein 2022, abbiamo la percezione che Casali sia oggi a buon punto nella realizzazione di una formula identitaria in grado di innovare, ma sempre in nome della tradizione.