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Esperienze Aziendali

Le aziende sono un osservatorio privilegiato per capire le dinamiche del mercato ma anche i diversi modelli di comunicazione. Per questo abbiamo scelto di raccontare le esperienze aziendali non per pubblicizzare alcuni brand ma per evidenziare quelle realtà produttive che sono riuscite ad essere originali e vincenti attraverso le loro scelte in vigna, in cantina, sui mercati.
Esperienze Aziendali Giovedi 17 Settembre 2020

Jako Wine: qualità, visione, strategie nel solco del "Made in Italy"

Luca Berti, CEO di Jako Wine ci ha descritto gli ultimi sviluppi del brand: export, vendemmia, ripresa, progetti di sviluppo, canali di vendita e distribuzione.

di Emanuele Fiorio

State affrontando un periodo cruciale, quello della vendemmia. Quali sono i primi riscontri dell’annata 2020 per Jako Wine?
Parliamo di territori diversi e quindi situazioni diverse. Abbiamo terminato da qualche giorno la vendemmia del Pinot Nero in Oltrepò e i risultati sono stati buoni, soprattutto per le basi. Non è stata una stagione secca e quindi, per le basi spumanti, non avere stress idrico è molto meglio a differenza di quanto capita ai vini rossi. Bene o male durante tutta la stagione ogni 15 giorni pioveva e, cosa importante, senza creare danni diversamente da quanto fatto in altre zone vinicole.
La quantità non è stata abbondante come sembrava, anche se soddisfacente, quindi direi che per la zona Oltrepò è stata una buona stagione. 
Relativamente alla nostra terra in Valpolicella, e più specificatamente a Negrar, stiamo iniziando nei prossimi giorni la vendemmia. Abbiamo fortunatamente evitato fino ad oggi i disagi dei terribili temporali che hanno veramente "sfiorato" i nostri campi e le premesse sono quelle di una raccolta buona e una qualità che potrebbe essere fra quelle migliori.

Che rilevanza ha l’export per voi? Quali sono i vostri mercati principali e come stanno reagendo in questo momento di crisi sanitaria globale?
La nostra storia, molto giovane non ci ha consentito ancora di sbarcare in tutto il mondo. Ad oggi però il 50% della produzione è comunque destinato ad altri mercati fra i quali Usa, Ontario (Canada), Danimarca e Regno Unito. Crediamo che la diversificazione su regioni del mondo diverse sia indispensabile per proteggere le fluttuazioni del mercato che per molteplici motivi (recessioni, tassazioni, trend) non danno punti di riferimento precisi. 
Il mercato interno è in ripresa e sarà comunque sempre più difficile in quanto aumentano i produttori, i prodotti e soprattutto i vini di buona qualità. Guardiamo quindi sempre più con attenzione la fortissima richiesta di Made in Italy a livello mondiale, richiesta che lascia spazi immensi a chi produce in qualità e dimostra serietà verso i mercati.
Poter comprare un "pezzo di Italia" rappresenta oggi un desiderio di milioni di persone soprattutto nel campo del food and wine. La partecipazioni a Fiere estere si sta riprendendo e dopo l'ultimo evento cui abbiamo partecipato con soddisfazione a Miami con IEMM (International Event & Exhibition Management), saremo presenti al loro prossimo evento a Copenaghen dal 22 di settembre. Seguiranno trasferte, Covid-19 permettendo, in altri importanti regioni mondiali.
Inoltre il blocco dei dazi minacciati dagli Usa è una leva fondamentale per competere con i vini francesi che restano sempre il nostro competitor di riferimento.

La diversificazione dei canali di vendita si è rivelata vincente in questo periodo emergenziale. Qual’è stata la vostra strategia a riguardo?
Jako attualmente ed anche in futuro sarà distribuito solo nel circuito HORECA e questo chiaramente nel periodo Covid-19 ha penalizzato le vendite soprattutto in Italia e Usa, abbiamo avuto riscontri più positivi in Nord Europa e Far East. 

Come state vivendo la parziale ripresa, avete notato dei mutamenti rispetto al periodo di lockdown?
Il lockdown mi auguro resti veramente un'episodio isolato ed ha creato situazioni diverse ed imprevedibili. Mentre certi consumi legati soprattutto alla GDO e all'e-commerce sono continuati o cresciuti, il blocco totale di bar e ristoranti ha, in un certo qual modo, interrotto delle abitudini consolidate che oggi stanno iniziando a riprendere con tempi diversi tra una zona e l’altra. Certamente il danno più evidente è stato l’interruzione di abitudini e momenti chiave come l'aperitivo, a cui tutti eravamo abituati. Torneremo a consumare, i dati sono in aumento. Certamente qualche cosa è cambiato e ci ha cambiato.

Trasparenza, salute, sicurezza e qualità sono caratteristiche che sempre più consumatori ricercano, soprattutto in questo periodo di incertezza. Come garantite questi aspetti?
Gli investimenti fatti da Jako per avere prodotti sani e sicuri sono importanti. Cercare di fare vini di grande beva e digeribilità è la nostra priorità.
La produzione si basa sull'utilizzo di prodotti naturali e pur non essendo classificati nella categoria bio, gli accorgimenti sono gli stessi. Abbiamo un progetto da condividere con l'Università di Bologna Diabetologia per lavorare anche sul contenimento degli zuccheri rispetto alla concorrenza.

L’e-commerce continua a crescere. Avete riscontrato anche voi questo andamento? Ritenete che sarà una tendenza di lungo corso o una fase legata principalmente all’emergenza sanitaria?
Nell'ottica dell'esclusività di Jako non offriamo la possibilità di acquistare i nostri prodotti on-line nei vari siti top nazionali quali Vino 75, Tannico, o altri.
L'unico on-line gestito è quello sul nostro sito ma solo quale strumento indispensabile per servire eventuali clienti che hanno degustato Jako in ristorante e vorrebbero fare la stessa cosa a casa. 
Stiamo invece spingendo la vendita online in Usa, dove grazie al nostro importatore riusciamo a gestire diversi ordini destinati a clienti privati che diversamente, visti i prezzi ai ristoranti e bar, berrebbe molto meno il vino italiano. Sugli Usa gli incrementi delle vendite online sono state veramente interessanti. Chiaro che parliamo di vini Jako già custoditi nel deposito a temperatura del nostro importatore e quindi consegnati entro 24/48 ore dal momento dell'ordine.

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