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Esperienze Aziendali

Le aziende sono un osservatorio privilegiato per capire le dinamiche del mercato ma anche i diversi modelli di comunicazione. Per questo abbiamo scelto di raccontare le esperienze aziendali non per pubblicizzare alcuni brand ma per evidenziare quelle realtà produttive che sono riuscite ad essere originali e vincenti attraverso le loro scelte in vigna, in cantina, sui mercati.
Esperienze Aziendali Giovedi 24 Novembre 2022

Citra, la tradizione d’Abruzzo incontra il mercato globale

Storia, attualità e numeri del Consorzio abruzzese che si appresta a festeggiare i suoi 50 anni di vita.

di Claudia Meo

Citra è un consorzio che riunisce 9 cooperative abruzzesi, rappresenta 3000 famiglie di viticultori, circa 6.000 ettari di vigneto e una produzione di circa 22 milioni di bottiglie, con una produzione totale delle associate di circa 1.000.000 di ettolitri.
Citra è la più grande realtà produttiva vitivinicola d’Abruzzo.

Nel 1973 i fondatori del Consorzio hanno voluto identificare, già con la scelta del nome, mutuato dalla lingua latina, un territorio: Citra identificava uno dei 2 Principati in cui era suddiviso l'Abruzzo ai tempi del Regno dei Borboni; un territorio con cui, da allora, questa realtà associativa ha stabilito il suo legame indissolubile.

La sede di Citra si trova ad Ortona, in provincia di Chieti, tra l’Adriatico e la Majella, e di questa fortunata collocazione beneficiano i vini prodotti dalle consorziate. La superficie vitata rappresentata dal Consorzio comprende quasi tutta la provincia di Chieti e si estende da Nord a Sud per circa 80-90 chilometri, e per 40 chilometri dal mare verso l’interno. Un’estensione e una ricchezza di terroir e microclimi che si ritrova nelle uve e nei vini, e che permette di realizzare una vasta gamma di vini DOC e IGT, con una preponderanza di vitigni autoctoni, tra i quali  Montepulciano, Trebbiano, Pecorino, Passerina, Montonico e Cococciola, ma anche il versatile Sangiovese,  e i principali vitigni internazionali quali Chardonnay, Pinot, Merlot, Cabernet Sauvignon. Una buona presenza di vini biologici, di vini senza solfiti e di spumanti sia metodo classico che metodo Martinotti completano la gamma. Nel complesso una ricchezza produttiva che permette di offrire un ottimo prodotto anche in annate più complicate

La mission di Citra fin dalla sua nascita è stata quella di sostenere e promuovere la viticoltura abruzzese, rappresentare un riferimento per le famiglie di produttori locali, fornire una guida e un sostegno in tutte le fasi della produzione: dalla lavorazione dei terreni, attività nelle quali i soci sono supportati da un team di agronomi, alla raccolta, fino alla pigiatura delle uve, all’imbottigliamento e all’affinamento.
A quasi 50 anni dalla fondazione oggi Citra rappresenta un player globale nel mondo, con una distribuzione che raggiunge 50 Paesi, e una presenza in tutti i segmenti di mercato, dalla ristorazione alla gdo, alla presenza sui principali vettori aerei. I trend produttivi sono sempre in crescita negli ultimi anni. La presenza all’estero consuntiva risultati significativi: nel Regno Unito Citra si colloca fra i brand made in Italy più importati a volume; gli altri mercati di grande diffusione per i vini Citra sono Canada, Germania, Stati Uniti, Belgio, Giappone, Cina.

Il Consorzio vanta una delle bottaie più grande del centro-sud Italia, che può accogliere oltre 7 mila ettolitri di vino ed è destinata all’affinamento dei prodotti di alta gamma.
Citra è da sempre attenta alle dinamiche ambientali e sociali; il suo modello di sostenibilità è iniziato nel 2011, quando venne realizzato un impianto fotovoltaico da 200 kwh a impatto zero, che sostiene energeticamente tutto lo stabilimento produttivo. Tappa importante di questo cammino virtuoso è il recente riconoscimento della certificazione “Equalitas–organizzazione sostenibile” da parte de dall’ente certificatore Agroqualità.

Il Montepulciano Citra è “il più versato al mondo”, come attesta il presidente Sandro Spella. Un vero ambasciatore del vino italiano nel mondo, ma ancora prima, un testimone dell’essenza stessa della cooperazione.

Il ritorno economico sul territorio delle attività del Consorzio rappresenta il 38% del fatturato aziendale; se si considera anche l’importante funzione di redistribuzione di valore che il Consorzio svolge nei confronti di collaboratori e fornitori dell’azienda è facile comprendere la rilevanza sociale del suo “Codice”.
Un codice non fatto di norme e principi da seguire, ma, piuttosto, di  “VINI, VOLTI, VALORI”.