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Esperienze Aziendali

Le aziende sono un osservatorio privilegiato per capire le dinamiche del mercato ma anche i diversi modelli di comunicazione. Per questo abbiamo scelto di raccontare le esperienze aziendali non per pubblicizzare alcuni brand ma per evidenziare quelle realtà produttive che sono riuscite ad essere originali e vincenti attraverso le loro scelte in vigna, in cantina, sui mercati.
Esperienze Aziendali Mercoledi 03 Marzo 2021

Col Vetoraz Cuvée 5 e Cuvée 13: selezioni di pregio

Un’esperienza lunga 25 vendemmie, una selezione di vigneti (5 per la Cuvée 5 e 13 per la Cuvée 13) in funzione dei costituenti strutturali del frutto per ottenere due Valdobbiadene DOCG dotati di grande trasversalità, equilibrio, armonia ed eleganza.

di Emanuele Fiorio

Abbiamo intervistato Loris Dall'Acqua, amministratore delegato ed enologo di Col Vetoraz.

Dalla vendemmia 2019 nascono due nuovi Valdobbiadene Docg: il Cuvée 5 extra brut, e il Cuvée 13 extra dry. Quali sono le peculiarità di queste due novità?
L’esperienza delle ultime 25 vendemmie ci ha permesso di selezionare, tra i 102 vigneti che ogni anno raccogliamo, 5 vigneti per la produzione della Cuvée 5 extra brut e 13 vigneti per la Cuvée 13 extra dry.
Questo si è reso possibile perché Col Vetoraz è strutturata per vinificare separatamente ogni singolo vigneto, condizione che ci consente di esercitare una precisa selezione e isolamento di eventuali criticità.
In virtù della nostra filosofia produttiva, che non prevede l’utilizzo di nessun trattamento chiarificante del vino, ma solo pulizie fisico-meccaniche (condizione che ci consente di dichiarare “vino senza collaggio”), abbiamo ottenuto un Valdobbiadene docg extra brut con 5 g/l di residuo zuccherino, che pur essendo molto secco mantiene un ottimo indice di rotondità, e un Valdobbiadene docg extra dry con 13 g/l di residuo zuccherino, che nonostante la leggera dolcezza riesce a mantenere una linea asciutta.
L’insieme di questi fattori ci ha consentito di ottenere due Valdobbiadene docg di grande trasversalità, dove l’equilibrio, l’armonia e l’eleganza, che sono gli obiettivi prioritari di tutta la produzione Col Vetoraz, sono accompagnati da una spiccata versatilità di abbinamento.

Rispetto gli anni precedenti, nel 2019 la fioritura della vite è stata tardiva e questo ha provocato un importante abbassamento produttivo, ma ha consentito di concentrare maggiormente gusto, sapidità e struttura, conferendo qualità ai grappoli. Questi aspetti ambientali e climatici hanno influenzato il risultato finale delle 2 nuove proposte?
Gli andamenti stagionali favorevoli sono una condizione fondamentale per qualsiasi vino che aspira all’alta qualità, e assumono un ruolo ancora più importante quando si vuole selezionare una eccellenza, perché sono le sfumature che fanno la differenza.

5 vigne per il Cuvée 5, 13 vigne per il Cuvée 13. Che criteri avete seguito per determinare quali vigneti fossero i più adatti?
La scelta dei vigneti è stata fatta in funzione dei costituenti strutturali del frutto, ritenuti ideali per la massima espressione di un extra brut, nel caso della Cuvée 5, e di un extra dry, nel caso della Cuvée 13.

Solitamente si definisce “Cuvée” un vino prodotto dalla miscela di uve provenienti sia da vigneti che da annate differenti. I vostri 2 nuovi prodotti soddisfano ampiamente la prima caratteristica, ma non la seconda. Perchè dunque l’appellativo “Cuvée”?
L’esatto significato del termine Cuvée è la miscelanza di vini provenienti da botti diverse, che possono essere indipendentemente della stessa annata o di annate diverse.  Pertanto l’appellativo dato da Col Vetoraz a Cuvée 5 e Cuvée 13 rientra correttamente nell’esattezza del termine.

In che segmento di mercato volete inserire questi due nuovi prodotti e a che target di consumatori vi rivolgete?
Tutta la produzione Col Vetoraz rispetta rigorosamente la medesima filosofia produttiva, pertanto Cuvée 5 e Cuvée 13 sono rivolte al nostro mercato nella sua interezza, costituito principalmente da consumatori appassionati che ricercano l’eccellenza del territorio Conegliano-Valdobbiadene.

Recentemente sulla sommità delle colline del Cartizze avete riaperto, sempre mantenendo le disposizioni di legge a tutela della salute, la vostra sala Accoglienza e sono riprese le degustazioni anche nei weekend, un ottimo segnale. Come state vivendo questo periodo di transizione e come sta rispondendo il pubblico?
La risposta del pubblico nazionale è stata fin da subito positiva, mancano però tutte le visite straniere, che per Col Vetoraz rappresentano una quota significativa.
Ciò che maggiormente ci conforta è ricevere messaggi in cui i nostri visitatori testimoniano l’impazienza di poter ritornare al più presto, questo è sicuramente di buon auspicio per il futuro.

È vero, la nostra sala accoglienza ha ripreso i normali orari di apertura, che ci vedono presenti tutti i giorni della settimana, in cui proponiamo i nostri percorsi “Conoscere il Valdobbiadene”.

“Conoscere il Valdobbiadene” è un percorso formativo di assaggio, della durata di circa un'ora/ora e mezza. Un percorso che si pone l’obiettivo di accompagnare il visitatore e fargli comprendere a fondo le peculiarità irripetibili del nostro territorio, la filosofia aziendale e le caratteristiche dei vini e dei vigneti.
Gli assaggi, accompagnati esclusivamente da “Bibanesi” (grissini di produzione locale), sono parte integrante del percorso. I visitatori possono accedere a diversi pacchetti, in base a quanti vini desiderano degustare.

Le visite richiedono la prenotazione e si svolgono nei seguenti orari: 
    • dal lunedì al venerdì: 10.30, 14.30 e 16.00; 
    • sabato 10.30, 14.30 o 16.30;
    • domenica e festivi: 10.30, 12.30.

Per ulteriori informazioni e prenotazioni: https://www.colvetoraz.it/it/le-sale

da sx: Loris Dall'Acqua, Francesco Miotto, Paolo De Bortoli