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Esperienze Aziendali

Le aziende sono un osservatorio privilegiato per capire le dinamiche del mercato ma anche i diversi modelli di comunicazione. Per questo abbiamo scelto di raccontare le esperienze aziendali non per pubblicizzare alcuni brand ma per evidenziare quelle realtà produttive che sono riuscite ad essere originali e vincenti attraverso le loro scelte in vigna, in cantina, sui mercati.
Esperienze Aziendali Mercoledi 28 Settembre 2022

Castel di Salve: vivere l’esperienza di cantina nell’avamposto più a sud della Puglia salentina

L’accoglienza familiare e autentica di Castel di Salve, con profonde radici nel territorio e apertura internazionale.

di Claudia Meo

Siamo accolti da Francesco e Riccardo Winspeare, quarta e quinta generazione di produttori a Depressa,  silenzioso borgo immerso nella campagna salentina, nei pressi di Tricase e a un passo dal Capo di Leuca: terra di passaggio, la definisce lo stesso Riccardo, poco più che ventenne, che in azienda è responsabile dell’area commerciale e dell’accoglienza; ma che per lui ha determinato, invece, la scelta di restare, tra le tante opzioni che si aprivano al suo brillante futuro. Papà Francesco segue l’aspetto tecnico dell’azienda ma traspare l’orgoglio di chi sa che il futuro dell’azienda è in ottime mani;  è lui che ci intrattiene con un appassionato racconto della saga familiare che ha portato i Winspeare dall’Inghilterra a Napoli e, nel 1868, a mettere radici in questo meraviglioso angolo di Puglia. Nel 1885 viene imbottigliato il primo vino.

La struttura della cantina si deve ad Antonio Winspeare, giunto in Salento come Prefetto della Provincia di terra d’Otranto e risale al 1879; rappresenta, con le sue volte a stella, uno dei pochi esempi di architettura industriale salentina risalenti a prima della guerra; Riccardo Winspeare, rispettivamente papà e nonno di Francesco e Riccardo, ha saputo valorizzare la cantina e farla conoscere superando le molte difficoltà di comunicazione, anche viaria, che allora segnavano questa parte di Italia; a partire dai cartelli stradali, che ha fatto costruire lui stesso e posizionare in modo che Depressa divenisse un punto cospicuo della Puglia enologica. Si deve a Francesco l’intervento di rinnovamento sulla struttura attuato 32 anni fa.

Oggi Castel di Salve è un’azienda di 31 ettari, con una produzione di 170.000 bottiglie che spazia da una linea base, dedicata ai Santi Medici, santi protettori del paese, ad una linea intermedia fino alle etichette destinate ad una maggiore evoluzione, per una gamma che gioca sugli autoctoni Verdeca, Negramaro, Malvasia Nera espressi in purezza, ma che realizza anche coraggiosi ed espressivi assemblaggi con altre varietà del sud Italia; un esempio fra tutti, la Lama del Tenente, blend di Primitivo, Montepulciano e Malvasia Nera, con passaggio di 12 mesi in barrique di rovere francese di Allier.

L’approccio produttivo e organizzativo mantiene una cura artigianale: visitare Castel di Salve dà la possibilità di ripercorrere l’intero ciclo operativo della cantina, a partire dalla visita del vigneto di Fiano adiacente la struttura, recentissimo esperimento aziendale che sta evidenziando un’ottima capacità di adattamento del vitigno nel terroir di Depressa; dall’iter di raccolta delle uve, alla lavorazione e all’affinamento, toccando l’anima pulsante dell’impianto produttivo. A chi, come noi, ha la fortuna di visitare la cantina a metà settembre, può capitare di veder arieggiare tumultuosamente il mosto di negramaro per vitalizzare i lieviti senza utilizzo di additivi e farli esplodere nella propria espressione aromatica.

La visita prosegue nella suggestiva barricaia e termina con la degustazione dei vini nell’accogliente sala adiacente al wine-shop, studiata per accogliere anche gruppi numerosi di visitatori. La degustazione non segue una scaletta prefissata ma viene di volta in volta costruita a partire dalle curiosità dell’ospite, spaziando nella dozzina di etichette che compongono la gamma aziendale.

Per gli amanti dell’aperitivo al tramonto è stata allestita una terrazza su una vasca di fermentazione, delineata da una ringhiera costruita con i tubi utilizzati per l’irrigazione e coperta da una tettoia realizzata con il bambù del giardino: nulla di estraneo e di superfluo, semplicità e concretezza, con pacificante vista sul vigneto.

Le vendite dirette rappresentano una quota importante dei ricavi aziendali, grazie agli acquisti in cantina e alla presenza di altri 2 punti vendita, a Tricase e Supersano. Castel di Salve valorizza il prezioso patrimonio intangibile dei propri visitatori, rendendoli parte di una comunità cui viene riservata la possibilità di aderire al wine club, con offerte, eventi,  degustazione di vecchie annate e occasioni di arte e convivialità, come quelli che nella stagione estiva popolano la splendida corte, anticamente adibita allo scarico delle uve, oggi luogo di benvenuto per i visitatori. Gli eventi artistici nella corte sono diventati un esclusivo appuntamento per i frequentatori di Castel di Salve: come il vibrante concerto di Baba Sissoko, che ha riempito la corte e le stradine di Depressa delle sonorità del Mali; tutto il bello di una cantina storica, costruita all’interno del paese ma, in tutti i sensi, aperta a suggestioni internazionali.