IL PRIMO MAGAZINE ONLINE ITALIANO
PER ORIENTARTI NEL MONDO DEL VINO

Esperienze Aziendali

Le aziende sono un osservatorio privilegiato per capire le dinamiche del mercato ma anche i diversi modelli di comunicazione. Per questo abbiamo scelto di raccontare le esperienze aziendali non per pubblicizzare alcuni brand ma per evidenziare quelle realtà produttive che sono riuscite ad essere originali e vincenti attraverso le loro scelte in vigna, in cantina, sui mercati.
Esperienze Aziendali Venerdi 19 Febbraio 2021

Cantina Toblino sposa il nuovo catalogo Cuzziol GrandiVini 2021.

Da quest’anno, la migliore selezione di Cuzziol GrandiVini include Cantina Toblino, una realtà di appassionati piccoli vignaioli che, con quasi 850 ettari vitati e un grande savoir- faire, ha sdoganato il concetto di qualità legata esclusivamente alla viticoltura del singolo. L’ingresso in uno dei più importanti cataloghi, ha confermato l’altissimo livello raggiunto nella produzione da una cantina cooperativa. Abbiamo intervistato il direttore generale Carlo De Biasi.

di Giovanna Romeo

Per la prima volta una cantina di produttori, vera eccellenza enologica e frutto dell’anima e del minuzioso lavoro dell’uomo, sposa il progetto di un’azienda a misura di cliente come Cuzziol GrandiVini. Com’è nata la vostra collaborazione?

Nel corso degli anni Cantina Toblino ha lavorato nell’ottica del vignaiolo e questo lo si intuisce facilmente dal contesto nel quale ci troviamo, un territorio di montagna fatto di piccoli appezzamenti vitati gestiti manualmente. Era quindi naturale e logico un percorso di gestione del vigneto, attento e oculato, per esprimere al meglio, prima nelle uve, e poi nei vini, l’identità di un territorio unico. Da anni la formazione tecnica dei soci, la corretta individuazione del vitigno giusto al posto giusto, il supporto specifico alla coltivazione che i nostri agronomi forniscono quotidianamente ai soci viticoltori, sono le basi sulle quali costruire il percorso indirizzato alla ricerca della qualità e dell’identità dei vini. Questa è la nostra anima che ha incontrato il pensiero di Luca Cuzziol e della sua azienda: quello di distribuire nel canale italiano Horeca l’eccellenza delle produzioni italiane e straniere.

Cantina Toblino rappresenta 600 soci produttori che lavorano secondo un programma di viticoltura tradizionale - biologico certificata, e una produzione integrata e sostenibile grazie anche al contributo dei processi di energia rinnovabile avviati. Esistono delle linee guida che i vignaioli devono seguire? 

Nel 2012 l’azienda agricola Toblino - 40 ettari vitati- si certifica biologica facendo intravedere un percorso di qualità e sostenibilità che dopo quasi dieci anni ci ha portato ad avere circa 200 ha di vigneto certificato, e in conversione, secondo il Sistema Qualità Nazionale Produzione Integrata. Il prossimo passo ci vede impegnati - tra le prime aziende italiane - a raggiungere la Certificazione Unica Nazionale di Sostenibilità. Oltre al vigneto, lavorato secondo i dettami della viticoltura biologica, anche la cantina da anni è autosufficiente dal punto di vista energetico grazie al fotovoltaico installato nel 2011. I nostri viticoltori vengo seguiti dagli agronomi Nicola Caveden e Giuliano Cattoni che ogni giorno con grande professionalità intervengono a supporto dell’attività in vigna. Sono frequenti le riunioni tecniche di aggiornamento e i momenti di formazione in vigneto, dalla potatura alla gestione a verde. Non mancano i sopralluoghi per condividere con il singolo socio le operazioni da svolgere. Strategica è la funzione di indirizzo al momento dell’impianto dei nuovi vigneti, basti pensare a quanto è variegato il paesaggio viticolo di montagna, dove in pochi metri cambiano suoli, altitudini, esposizioni, le ore di luce, i venti. Scelte che devono essere accompagnate dall’esperienza e dalla analisi di un numero elevato di dati e di osservazioni raccolte dai nostri agronomi negli anni. Non esistono linee guida schematiche e prefissate, esiste un modo d’interpretare la viticoltura, e il supporto tecnico è specifico per ogni diversa realtà. 

Da oltre 20 anni, Cantina Toblino si occupa direttamente della gestione dei vigneti della Mensa Vescovile, un unico blocco di 40 ettari a conduzione diretta. Molti i progetti realizzati tra cui “Vènt”, una linea che nasce con l’ambizione di esprimere il meglio nel rispetto del “genius loci”. Ce ne vuole parlare?

Nel 2016 nasce il progetto “Vènt” la cui ambizione è quella di esprimere al meglio l’identità dei vini della Valle dei Laghi ed il savoir-faire di Cantina Toblino, oltre al progetto biologico inteso come espressione di qualità e salvaguardia territoriale. I laghi nel nome, il vento nell’identità. Vènt, un progetto che parte dalla vite per uve di qualità, che si conclude in cantina tra botti in rovere francese e anfore di terracotta. Vènt l’espressione di vini di montagna, frutto di una viticoltura manuale dove il vento è l’elemento naturale che ne delinea il tratto distintivo. Il secondo elemento fondamentale è l’esperienza maturata: anni di coltivazione e vinificazione, anni di lavoro in altri territori, anni di formazione e aggiornamento continuo. L’insieme delle esperienze di Claudio Perpruner e del suo gruppo di enologi oltre alla consulenza di Luca D’Attoma, arricchiscono il nostro saper fare, elemento fondamentale per portare nel calice il luogo.

Qual è la selezione scelta per l’ingresso nel catalogo Cuzziol e perchè? 

La linea Vènt è la selezione presente nel catalogo Cuzziol GrandiVini 2021. Per noi rappresenta al meglio l’anima del vignaiolo di Cantina Toblino, una gamma di vini i cui nomi racchiudono in sé gli elementi che contribuiscono all’espressione del vino: quelli naturali come vento, roccia, l’argilla; la storia e la cultura di una regione e delle sue usanze; le esperienze e le contaminazioni e la passione.

Vènt Trentodoc extrabrut è la selezione della Valle dei Laghi che dimostra la decisa vocazione per la spumantistica. Un metodo classico raccordo tra l’armonia, dettata da sapienti pratiche colturali, e la giusta versatilità gustativa. Un Trentodoc contrassegnato dalla qualità dello Chardonnay che imprime energia, precisione, eleganza e complessità. Si offre al naso con note di miele d’acacia, sottili sentori agrumati e composta di mandarancio. L’assaggio è sfaccettato, ben bilanciato nell’equilibrio. Foll, 94 punti assegnati da Robert Parker per la vendemmia 2018, è un sorso unico, complesso, elegante. Il nome che evoca le benefiche folate che spirano in valle, dove la vite racconta di un paesaggio ameno quanto coinvolgente. Ottenuto da uve Chardonnay vendemmiate in modo tradizionale e manuale tra filari posti su terreni arcaici, trascinati a valle da glaciazioni dolomitiche, vede vinificazioni diverse per tipologia di contenitori e per tempi di affinamento. Una parte in acciaio a cui segue la maturazione in capienti anfore d’argilla, per terminare in piccole botti di rovere. Colore lunare, oro brillante. I profumi sono variegati: l’agrume, il biancospino, un accenno d’ortica, la mela golden di montagna. In bocca è austero, pieno, sapido, con una giusta tensione acida e richiami di crema pasticcera. Interminabile quintessenza della piacevolezza. Praàl, 93 punti Robert Parker per la vendemmia 2018, è il Pinot bianco fortemente espressivo nelle sue note tropicali, dalla densità incomparabile pur essendo asciutto e gustativamente secco. Da Fòra è il Manzoni bianco, premiato anch’esso con 92 punti, annata 2018. Intrigante e inatteso, simboleggia l’aprirsi a ciò che viene dal di fuori e che non conosciamo, alle contaminazioni che portano conoscenze ed esperienze, all’importanza dell’individuo. Naso elegante, a tratti tropicale, con nuances vegetali e sentori di frutta a polpa gialla. La pietra come elemento fondante del terreno su cui crescono le nostre viti: Las è il Lagrein corposo e tenace. La passione dalla vigna al calice, in quel sottile fil rouge che accomuna vignaioli e appassionati che si misurano con il Pinot nero Baticòr: elegante, delicato e raffinato. Largiller, nome che nella fonetica richiama sia i terreni argillosi dove radicano le viti, sia la naturalità tutta trentina della Nosiola. Un vero piccolo gioiello, per la schietta eleganza e l’impronta stilistica. Pura identità trentina è un calice appagante e versatile, una forza giovanile che diventa complessità con il trascorrere del tempo. Un sorso equilibrato, affilato, senza sbavature né cedimenti, rilancia un corredo olfattivo floreale ginestra, nocciola, tiglio in fiore, corteccia di pino. A dimostrazione di come la Nosiola – in Valle dei Laghi è gentilmente declinata al femminile - possa assumere una bevibilità come pochi altri vini bianchi dolomitici possono vantare.

Quali sono le aspettative per questa sinergia così ricca di significato che mette al centro una cantina produttori, l’uomo e i suoi saperi?

Abbiamo investito molto in questi anni sia nell’aspetto produttivo, sia vitivinicolo che enologico. Abbiamo completato un gruppo di lavoro fatto di grandi professionalità. Il tassello mancante era la giusta sinergia commerciale con un interlocutore di altrettanta professionalità, riconosciuta da anni di lavoro. Su queste basi è nata la collaborazione con Cuzziol GrandiVini. Siamo consapevoli che ci sono tutte le premesse per sviluppare un progetto di reciproca soddisfazione che valorizzi le nostre produzioni vitivinicole, permettendo ai nostri soci viticoltori di continuare a coltivare con soddisfazione i vigneti di montagna. Una viticoltura eroica, solo e unico strumento di tutela di un paesaggio straordinario come quello della Valle dei Laghi, incastonata fa le Dolomiti del Brenta e il Lago di Garda.