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Esperienze Aziendali

Le aziende sono un osservatorio privilegiato per capire le dinamiche del mercato ma anche i diversi modelli di comunicazione. Per questo abbiamo scelto di raccontare le esperienze aziendali non per pubblicizzare alcuni brand ma per evidenziare quelle realtà produttive che sono riuscite ad essere originali e vincenti attraverso le loro scelte in vigna, in cantina, sui mercati.
Esperienze Aziendali Venerdi 10 Giugno 2022

Cantina Toblino: punto di riferimento per un futuro ancora più sostenibile

Cantina Toblino non tralascia di parlare d’innovazione immaginando un futuro ancora più green. L’intervista al Direttore generale Carlo De Biasi.

di Giovanna Romeo

Impegnata su più fronti nel contribuire a un presente di viticoltura di altissima qualità e di pratiche sostenibili, Cantina Toblino, realtà cooperativa della Valle dei Laghi in Trentino, non tralascia di parlare d’innovazione immaginando un futuro ancora più green. L’intervista al Direttore generale Carlo De Biasi.

 

Nell’ultimo mese Cantina Toblino è stata protagonista di una serie di eventi internazionali che hanno trattato i temi di sostenibilità nel mondo del vino.

È stato un mese molto impegnativo ma ricco di soddisfazioni. A inizio aprile abbiamo avuto la possibilità di presentare il nostro progetto per l’adattamento e la mitigazione degli effetti del cambiamento climatico in Valle dei Laghi – Trentino. L’occasione ci è stata data dalla annuale conferenza svoltasi a Parigi della Associazione Internazionale Lien de la Vigne. All’evento, oltre a Cantina Toblino, sono state presentate le esperienze di Familia Torres, Comité Champagne, Sogrape, Moet Hennessy, etc.. Qualche settimana dopo si è svolta la Green Wine Future Conference nata per affrontare temi critici di sostenibilità, crisi climatica, biodiversità, enoturismo, viticoltura rigenerativa, efficienza energetica e molto altro, la più ambiziosa conferenza ambientale mai organizzata per la comunità del vino trasmessa dai 4 continenti con 8 fusi orari differenti. A me è toccato il compito di introdurre, in qualità di keynote speaker, i lavori trasmessi dall’Oceania in collaborazione con l’associazione New Zealand Winegrowers. Recentissima la partecipazione al World Living Soils Forum organizzata da Moet Hennessy ad Arles. Il Forum ha permesso di collegare le persone impegnate nella rigenerazione del suolo, condividere azioni concrete, rafforzare il legame tra Scienza, Innovazione e realtà del settore, raccogliere KPI e metodologie basate sulla scienza per sostenere la salute del suolo. Questo mese intenso ci ha permesso di tastare il polso internazionale sui temi della sostenibilità nel mondo del vino, condividere esperienze, progetti, visioni, conoscenze anche fra aziende concorrenti sui mercati internazionali. La sfida ambientale va affrontata tutti insieme, non possiamo competere tra aziende sui temi ambientali.
Cantina Toblino è stata inserita dalla Commissione Europea nel nuovo progetto “Climate Impetus” per contribuire ad accelerare la Strategia Europea di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e soddisfare l’ambizione di diventare il primo continente al mondo a zero impatto climatico entro il 2050. Come state trasformando gli impegni in azioni concrete?
Gli effetti del cambiamento climatico stanno colpendo da anni il settore vitivinicolo europeo; da qui nasce l’urgenza di trovare soluzioni efficaci, che sappiano adattarsi alle nuove sfide imposte da ecosistemi in continua evoluzione. Cantina Toblino prende parte al progetto IMPETUS per incentivare una viticoltura lungimirante e rispettosa dell’ambiente. IMPETUS – Turning climate commitments into action - affronta il tema della sostenibilità con azioni concrete per rispondere in modo efficiente ed efficace all’emergenza climatica e ambientale.

 

Come si svolge il programma Climate Impetus?

Il programma lanciato dall’Unione Europea, nei prossimi quattro anni, coinvolgerà sette aree bioclimatiche: dalle coste spagnole della Catalogna, alle spiagge artiche del Troms in Norvegia, per poi passare a territori mediterranei, continentali e atlantici, fino ad arrivare alle pendici del Monte Bondone in Trentino, nella Valle dei Laghi. L’obiettivo è analizzare e proporre metodologie e tecniche adattabili in tutte le sette regioni selezionate, dando da un lato un contributo a viticoltori e agricoltori europei e fornendo dall’altro modelli di gestione del territorio agli enti e alle autorità locali. La viticoltura è una risorsa economica e culturale da preservare e per questo la Valle dei Laghi, zona vocata alla produzione di uve e vini d’eccellenza, diventa la protagonista di un progetto di studio così importante, progetto che abbiamo affidato a Giovanni Brumat e Stefania Del Rio.

 

Quali dovranno essere le scelte decisive in vigna?

Chi lavora quotidianamente la vigna dovrà nei prossimi anni compiere scelte importanti per affrontare al meglio le conseguenze del cambiamento climatico. Oggi abbiamo strumenti che ci permettono di mitigare gli effetti ambientali negativi sulla qualità di uve e vini. Possiamo fare analisi e studi di vocazionalità con strumenti all’avanguardia che permettono di sviluppare, ad esempio, la viticoltura in aree a quote altimetriche superiori alla media, al fine di preservare l’eleganza e la fragranza dei vini. Tutto questo ci permetterà nel prossimo futuro di migliorare la qualità delle uve attraverso una viticoltura innovativa, attenta, rigorosa e rigenerativa.

 

In che modo Cantina Toblino sta realizzando una viticoltura sostenibile e innovativa?

Dal 2012 abbiamo dato il via al progetto della viticoltura biologica in Valle dei Laghi grazie all’impegno di Nicola Caveden, tecnico viticolo di Cantina Toblino, che ci ha portato ad oggi ad avere quasi un terzo della superficie dei vigneti dei nostri soci certificata bio e la rimanente superficie è oggi o in conversione o certificata, dal 2017, secondo il sistema di qualità nazionale produzione integrata SQNPI. Nel 2018 ha preso avvio lo studio ed il conseguente progetto sulla biodiversità coordinato da Giuliano Cattoni, responsabile della ad agricola Toblino. Da un punto di vista pratico, il progetto ha previsto l’installazione di strutture ecologiche che contribuiscano ad incrementare la diffusione della fauna selvatica e a migliorare la fruizione dei biotopi dove questa trova rifugio all’interno dei vigneti di Cantina Toblino. Ma il concetto che oggi ci sta più a cuore è quello della viticoltura rigenerativa. La viticoltura rigenerativa è un modello di gestione del vigneto, basato sul ciclo del carbonio, che rigenera i suoli, blocca l'erosione, promuove la biodiversità, produce cibi sani e mitiga gli effetti del cambiamento climatico. Poiché la presenza di flora e fauna è l'indicatore della salute del vigneto, la viticoltura rigenerativa si impegna a migliorare la biodiversità, sostituendo l'uso di prodotti chimici di sintesi con quelli naturali, e rispettando i cosiddetti "ospiti" del vigneto. Il passaggio alla viticoltura rigenerativa richiede inevitabilmente tempo, per arrivare al punto in cui l'ecosistema è stabile. Il risultato finale è un vigneto resiliente.

 

Quali sono i risultati in bottiglia di questo vostro savoir faire?

In questo contesto, nasce progetto “Vènt” con l’ambizione di esprimere al meglio, grazie alla mano sapiente di Claudio Perpruner e Luca D’Attoma, l’identità dei vini della Valle dei Laghi ed il savoir-faire di Cantina Toblino, il biologico inteso come espressione di qualità e salvaguardia territoriale. I laghi, nel nome, il vento nell’identità. Un connubio inscindibile.