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Editoriale di Fabio Piccoli

Gli editoriali di approfondimento del Direttore Fabio Piccoli
Editoriale di Fabio Piccoli Giovedi 23 Dicembre 2021

Siamo tutti pecore nere

Un augurio natalizio all’insegna dei nostri limiti ma anche delle nostre opportunità.

di Fabio Piccoli

Sono amico di un prete che non è molto amato dalle cosiddette alte gerarchie della Chiesa.

E’ stato messo ai margini semplicemente perché cerca di comportarsi quotidianamente secondo l’esempio di quell’uomo che, per chi ha fede, era il figlio di Dio, cioè mettendosi sempre al servizio degli ultimi. Nella sua comunità c’è spazio per tutte quelle donne e uomini che la maggioranza di noi fa finta di non vedere o quando non può fare a meno di vederla si gira dall’altra parte.
Don Paolo invece ha deciso di accoglierli.

Migranti disperati che arrivano da noi fuggendo dal terrore e con la speranza di trovare un Paese generoso che gli possa finalmente consentire una vita dignitosa, donne e uomini con disagi psichici, patologie che la nostra società performante non riesce ad accettare, ex alcolizzati, ex tossici, ex detenuti e anche prostitute. Don Paolo li accoglie senza un pietismo di maniera, ma con il pragmatismo di un uomo che vuole dare un contributo concreto a chi ne ha bisogno e dare così un senso vero alla vita, a prescindere dal credo religioso o politico.

Tra le sue innumerevoli attività c’è anche, dal 2016, la Cooperativa Cascina AlbaTerra, che ha lo scopo di unire gli aspetti profit di un’azienda agricola agli aspetti no-profit di una fattoria sociale, dove oltre all’allevamento di capre, pecore e altri animali e la sperimentazione di coltivazioni biologiche, trova spazio anche il vigneto per la produzione di vini naturali. E tutto questo garantendo la reintegrazione lavorativa a persone che stanno vivendo momenti di difficoltà o affrontando percorsi di recupero personale.

Il vigneto è in uno dei cru più storici e vocati del Soave Classico, il mitico Castelcerino. Un vigneto messo a disposizione dalla generosità di Coffele, un’azienda che ha dato un grande contributo al successo del Soave nel mondo.
Un esempio bellissimo quello di Cascina Albaterra dove anche il “business” del vino può fare del bene.

Mi sento fortunato ad aver incontrato nella mia strada Don Paolo che mi aiuta ogni volta che sto con lui ad uscire dalle mie zone di confort. La sua “scomodità”, infatti, è un regalo prezioso che, come Wine Meridian, io e Lavinia in qualche misura abbiamo scelto di condividere con tutti i nostri lettori.
Paolo ci ha regalato quello che potrebbe apparire un suggestivo pay off di qualche bravo creativo del marketing ma che in realtà è qualcosa di molto più profondo e utile: “Siamo tutti pecore nere”.

Se traduciamo questa affermazione anche nel nostro mondo del vino significa che dobbiamo prendere atto quotidianamente dei nostri limiti. Dobbiamo essere consapevoli che da soli non andiamo da nessuna parte. Dobbiamo “sfruttare”, togliendoci di torno il solito egocentrismo, che gli esempi degli altri possono essere preziosi anche nella nostra crescita professionale, imprenditoriale.

Se nel nostro comparto vitivinicolo aumenterà la consapevolezza dell’essere tutti “pecore nere” potremo veramente guardare al futuro con maggiore serenità perché inizieremo tutti a studiare di più, a migliorarci, a costruire squadre coese all’interno delle nostre aziende, a migliorare la nostra capacità di fare sinergie con altre realtà.

Quante volte, infatti, il vino italiano non riesce a sfruttare le sue tante potenzialità proprio perché si sente come quella pecora bianca, migliore delle altre, che non ha nulla da imparare?

L’essere pecora nera, invece, è il presupposto ideale per sfruttare le reali opportunità che le nostre imprese hanno davanti agli occhi perché solo aprendosi alle sfide, al cambiamento possiamo crescere. Come pecore nere possiamo progredire attraverso l’impegno, la dedizione, la disciplina, ma anche evidenziando la nostra identità in maniera autentica e trasparente.

Oggi, è vero, siamo “neri”: in pochi vedono quello che siamo veramente. Ma solo partendo da questo “colore” possiamo finalmente farci vedere splendenti ogni giorno di più.
Paolo prova ad illuminare il suo percorso ogni giorno. Cade anche lui  e le persone coraggiose come lui perché la luce, lo sappiamo tutti, è inevitabilmente intermittente.

Ma, considerando la strada che si riesce a fare quando la via è illuminata, io penso che riconoscerci tutti pecore nere sia il più bell’augurio che ci possiamo fare per questo Natale 2021.