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Editoriale di Fabio Piccoli

Gli editoriali di approfondimento del Direttore Fabio Piccoli
Editoriale di Fabio Piccoli Venerdi 21 Gennaio 2022

Non si arresta la migrazione dei consumi di vino

Dal 2000 al 2020, molti Paesi hanno visto decrescere notevolmente il numero di bottiglie di vino consumate pro capite. L’Italia è scesa del 26,5%, ma Francia e Spagna hanno registrato perdite peggiori, rispettivamente del 36,2 e 40,8%. Contemporaneamente però ci sono Paesi come la Russia, la Svezia, il Giappone e gli Usa dove gli aumenti sono stati decisamente considerevoli.

di Fabio Piccoli

Mi sono imbattuto in questi giorni nel “The World of Wine Report”, redatto da money.co.uk che, mettendo insieme numerose analisi realizzate dalle più autorevoli agenzie internazionali (Oiv in primis), riesce a fornire numerosi spunti di riflessione (relativi anche e soprattutto al complesso tema dei consumi di vino).

Innanzitutto, i bravi analisti inglesi hanno trasformato i dati di consumo da ettolitri in bottiglie da 0,75 e questo (anche se si tratta in qualche misura di una forzatura) rende più semplice e diretta la lettura di questi dati così strategici per comprendere l’evoluzione del mercato del vino.
Andando quindi ad analizzare i principali Paesi consumatori di vino vediamo come negli Usa, nel 2020, sono state consumate 4,4 miliardi di bottiglie di vino, oltre un miliardo in più di Francia (3,29 miliardi di btg) e Italia (3,27 miliardi di btg). Al quarto posto troviamo la Germania con 2,64 miliardi di bottiglie e a seguire il Regno Unito (1,77), la Cina (1,65), la Russia (1,37), la Spagna (1,28) e l’Argentina (1,25). Da qui in poi si scende sotto il miliardo di bottiglie con l’Australia (760 milioni), Portogallo (613) e Canada (587).

Se trasformiamo i numeri sopra riportati in consumo pro capite, al primo posto balza il Portogallo con 69,2 bottiglie all’anno (1,33 a settimana ci hanno tenuto ad evidenziare gli analisti inglesi), seguito dall’Italia con 62,1 bottiglie (1,19 a settimana) e dalla Francia con 61,3 (1,18 a settimana).
Gli Usa li troviamo molto più in basso, al 17° posto, con 16,3 bottiglie all’anno (0,31 a settimana). Un dato, quest’ultimo, che fa ancora una volta capire come gli Stati Uniti, pur essendo il primo Paese consumatore di vino al mondo (33 milioni di hl) siano ancora ben lontani dall’aver sfruttato tutte le loro potenzialità di sviluppo. E la stessa cosa si può dire anche di Paesi come il Canada, la Russia e, ancor di più, a Giappone (fermo a 4,2 bottiglie pro-capite all’anno) e Cina (1,4 bottiglie pro capite/anno).

Come era ben noto, è in atto da tempo la cosiddetta migrazione dei consumi di vino, in particolare dai Paesi tradizionalmente produttori ai cosiddetti “nuovi” mercati.
I Paesi che hanno registrato la maggior perdita di consumo di bottiglie di vino nei vent’anni presi in esame da money.co.uk sono il Sud Africa (-43,49%), l’Argentina (-41,69%), la Spagna (-40,85%), la Francia (-36,20%), la Svizzera (-31,83%) e l’Italia (-26,53%).

A proposito del nostro Paese, nel 2000 il numero di bottiglie di vino all’anno che consumava mediamente un italiano (sopra i 16 anni) era 84,5 che tradotto significa che oggi consumiamo circa 22 bottiglie di vino in meno all’anno. Secondo dati recenti sembra che in quest’ultimo triennio i consumi di vino nel nostro Paese si siano sostanzialmente stabilizzati (attorno ai 38 litri pro capite) e, francamente, ce lo auguriamo.

A fronte, però, di questi cali così evidenti ci sono crescite (alcune delle quali decisamente importanti) su altri mercati, alcuni “scontati”, altre vere e proprie sorprese come ad esempio la Repubblica Ceca che guida la classifica dei Paesi che hanno registrato negli ultimi vent’anni la crescita maggiore di consumo di vino di ben il 196,5% (da 10,4 bottiglie pro capite anno a ben 30,9). Sarebbe interessante comprendere cosa ha influito così profondamente per portare i consumatori ciechi a triplicare il loro consumo di vino.

Ma un’altra crescita enorme l’ha registrata la Russia che ha visto più che raddoppiare i consumi di vino passando da 5,2 a 11,5 bottiglie pro capite/anno (+119,51%).
Rilevante la crescita di consumi di vino anche in Svezia con le sue attuali 36 bottiglie annue (+65,49% rispetto al 2000). Importanti aumenti anche in Giappone (+30,13%), negli Usa (27,07%) e in Canada (24,70%).

Ma i ricercatori di money.co.uk non si sono fermati qui e sono andati anche ad indagare (attraverso l’analisi dei dati di Google search) quali sono i vini più ricercati nei 22 Paesi con un consumo annuo di vino superiore ai 2 milioni di hl.
I dati emersi su questo fronte sono molti, considerando le tre categorie ricercate (rossi, bianchi e sparkling) e quindi ci limitiamo a quei Paesi che hanno evidenziato le preferenze sui vini italiani.
Tra questi, da citare sicuramente il Canada che vede tra i rossi più “ricercati” il Chianti e tra i bianchi il Pinot Grigio. Il Chianti lo ritroviamo tra le preferenze nei rossi anche in Austria.

Vini italiani al primo posto anche in Olanda (Barolo tra i rossi e Pinot Grigio tra i bianchi), in Russia dove tutte e tre le categorie sono ad appannaggio di vini made in Italy (Barbera, Pinot Grigio e Prosecco). Il Prosecco lo troviamo anche tra gli sparkling più ricercati in Romania e in Repubblica Ceca.

Infine, noi italiani su Google ricerchiamo soprattutto Barolo, Chianti e Champagne. Più campanilisti di noi (ma era scontato) i francesi, con Chateauneuf-du-pape, Chardonnay (francese of course) e Champagne.

Tornerò ancora su questo Report che ci porta anche ad approfondire un tema molto interessante come quello dei principali trend nel mondo che riguardano il vino.
A presto.