IL PRIMO MAGAZINE ONLINE ITALIANO
PER ORIENTARTI NEL MONDO DEL VINO

Editoriale di Fabio Piccoli

Gli editoriali di approfondimento del Direttore Fabio Piccoli
Editoriale di Fabio Piccoli Venerdi 03 Settembre 2021

Cibus ci riporta la bellezza della normalità

Dopo quasi due anni, finalmente si è tornati ad una fiera in presenza con circa 2.000 espositori e migliaia di visitatori a testimoniare che le relazioni personali non potranno mai essere sostituite dalla pur utile attività digitale.

di Fabio Piccoli

È vero che probabilmente “tutto non sarà più come prima”, ma è altrettanto certo che le relazioni commerciali dirette, in presenza, soprattutto in un comparto particolare come quello agroalimentare, non saranno mai sostituibili.
È questo il primo pensiero che mi è venuto in mente entrando il 31 agosto scorso alla Fiera di Parma per visitare la 20a edizione di Cibus (di fatto la prima grande fiera internazionale a riaprire).

L’importante fiera dell’agroalimentare sta chiudendo in queste ore ed aver potuto organizzare una manifestazione di questo livello in presenza è stato un gran successo. Un plauso quindi va subito a Fiere di Parma e Federalimentare per l’impeccabile organizzazione e per essere riusciti a mettere comunque tutti in sicurezza, garantendo al meglio sia il rispetto delle norme anti Covid-19 sia le attività commerciali tra gli stand.

Eravamo tutti molto emozionati dopo quasi due anni di assenza da fiere, manifestazioni in presenza. Ammetto che prima di entrare in Fiera mi aspettavo di trovare il deserto; invece, la presenza degli espositori non solo era in numero decisamente elevato (circa 2.000) e di ottima profilazione, ma anche gli operatori non sono mancati, sia italiani ma anche con una buona presenza internazionale.

Quello che a mio parere contava di più era verificare non solo la tenuta organizzativa di una manifestazione live in tempi ancora purtroppo di pandemia ma anche il desiderio, l’interesse di aziende e operatori di partecipare ad un evento finalmente “analogico” dopo la sbornia di quelli digitali. È stato bellissimo, e non lo scrivo per spirito nostalgico: sono infatti convinto che ormai la cosiddetta ibridazione (tra eventi in presenza e digitali) è una realtà ineluttabile anche nel mondo fieristico e nell’attività commerciale e comunicativa delle imprese.

Cibus, in maniera molto concreta, ci ha evidenziato come le relazioni dirette, umane sono un fattore chiave soprattutto nell’attività commerciale delle imprese agroalimentari.
A questo riguardo va altresì sottolineato come quasi tutte le imprese, sia singole che in collettiva, si sono presentate con stand di primissimo livello e non con semplici preallestiti come qualcuno aveva ipotizzato nel recente passato.

Anche questo investimento nell’immagine testimonia la voglia di esaltare al meglio l’identità aziendale e di allestire stand capaci di agevolare nel modo migliore le relazioni commerciali e comunicative. Insomma Cibus è stata una bellissima risposta a tante cassandre che descrivono una “nuova normalità” fatta di alieni che stanno chiusi negli uffici davanti ad un video per ore ed ore.

Sappiamo che la strada verso una normalità completa è ancora lunga ma Cibus ci ha raccontato benissimo che le “fiere normali” hanno ancora un senso pur attraverso un’organizzazione più razionale e capace di selezionare gli operatori e i visitatori in maniera più oculata e coerente ai fabbisogni delle imprese. Oltretutto, questo era il desiderio di tutti anche prima dell’arrivo della pandemia e quindi oggi, e partecipando al primo evento internazionale in questa sorta di limbo tra pandemia e normalità, non possiamo non dirci più ottimisti sulle prospettive future.

E a proposito di prospettive a Cibus abbiamo incontrato Giovanni Mantovani, direttore generale di VeronaFiere, giustamente felice per quello che stava vedendo in Fiera a Parma: “Un segnale molto incoraggiante per il nostro sistema fieristico - ci ha sottolineato Mantovani - che ci rende ancor più ottimisti per il nostro Vinitaly Special Edition (Verona 17-19 ottobre) che vede già un’ottima presenza di aziende ed un altrettanto desiderio degli operatori a partecipare”.

Allora arrivederci a Verona, con serenità perché Parma ci ha detto che la normalità forse non è così lontana ed è veramente bella.