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Tasting

I tasting di Wine Meridian non vogliono limitarsi a raccontare le caratteristiche dei vini ma riuscire ad entrare nella filosofia produttiva di un’azienda, nell’anima più autentica di un territorio al fine di poter comunicare al mondo la straordinaria ma complessa eterogeneità del nostro giacimento vitienologico.
Tasting Venerdi 26 Novembre 2021

Wine Pager

Strappacuori - Castelfiora, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Tombolini

di Giovanna Romeo

 

 

Rafforzare il valore del prodotto. Ci siamo raccontati proprio questo, noi della redazione di Wine Meridian intorno all’ultimo tavolo di lavoro. Ci siamo detti che oltre ai numeri delle visualizzazioni è fondamentale non perdere di vista il prodotto, che per noi ha un unico nome: vino. Wine Pager nasce dal continuo confronto, tra di noi, ma anche dal confronto verso le tendenze, i territori, i produttori, i racconti delle specificità che danno spazio, grazie al sorso, a messaggi indimenticabili. Perché il vino si lega ai ricordi, a persone, ritagliandosi il tempo della memoria, ripercorrendo stagioni, i fenomeni migratori che dalla campagna hanno mosso genti verso la città e viceversa, decine e decine di vignaioli pronti a lasciare un segno grazie a polpute acidità, corpi flessuosi e tannini terrosi.

Rientrata da meno di due mesi dai miei giri nel cuore della Marche, non posso non raccontarvi di quello che rimane per me uno dei più grandi bianchi italiani. In gran rispolvero, il Verdicchio di Jesi della famiglia Tombolini è l’assaggio curioso ma altrettanto interessante nel suo dress up storico: l’anfora. D’altro canto tutto è in tema con il rinnovamento della cantina stessa, una storica casa vinicola guidata da Carlo Paoloni, pronipote del fondatore, e dalla madre Fulvia Tombolini. Il Verdicchio è rafforzato nella sua identità, parola forse abusata nel suo utilizzo, che voglio contestualizzare proprio nel lavoro di Carlo: dallo studio dei suoli ai materiali fino alle tecniche di cantina. Castelfiora, Verdicchio di Jesi Classico Superiore, conosce quindi un cambio di stile epocale, ritrovando nel sorso la riconoscibilità del vitigno accompagnato dal legno, dalle macerazioni, dagli otri di ceramica, sperimentazioni forse indirizzate sempre di più verso la scoperta di ciò che davvero lo assurge a vino di struttura e longevità. Le uve provengono dai migliori vigneti della tenuta Tombolini a Staffolo, con le vigne più vecchie di 50 anni piantate da Giovanni Tombolini nei primi anni ’70; da suoli argillo sabbiosi che donano al contempo potenza e finezza olfattiva. Colore giallo intenso, orienta il gusto a una bella sapidità marina, alle erbe aromatiche, al frutto composto di mela verde, cedro, bergamotto.

Ci mangio: Rombo con patate al cartoccio

Bottiglie prodotte: 10.000

www.tombolinivini.it