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Tasting

I tasting di Wine Meridian non vogliono limitarsi a raccontare le caratteristiche dei vini ma riuscire ad entrare nella filosofia produttiva di un’azienda, nell’anima più autentica di un territorio al fine di poter comunicare al mondo la straordinaria ma complessa eterogeneità del nostro giacimento vitienologico.
Tasting Venerdi 13 Maggio 2022

Wine Pager - Strappacuori

Munaloss Vino Rosso Cantine Garrone

di Giovanna Romeo

                                            

            

Wine Pager è un po' come un abito sartoriale, creato ogni volta su misura e necessariamente pronto con un pizzico di anticipo rispetto alla stagione. Proprio come l’alta moda, una fashion week che presenta oggi la prossima stagione Fall Winter 2022/23. Morale: mentre sto scrivendo il Vinitaly sta avendo luogo, quando riceverete Wine Pager (aprile non uscirà) i giorni più frenetici del vino italiano si saranno consumati. Cosa succederà non sono in grado di dirlo, ma forse si può provare a tracciare le aspettative che, dopo quasi due anni di pandemia, sono sicuramente altissime. È sempre più evidente come appassionati, ma soprattutto produttori, abbiano bisogno di manifestazioni in presenza per costruire relazioni autentiche, fare network con i clienti, professionisti e addetti ai lavori, portare a casa nuovi contatti e finalmente rivedere ai propri banchi buyer extra UE, grazie anche al nuovo Decreto Covid. Le aziende auspicano che sia Vinitaly che Prowein siano l’occasione per un rilancio del settore; in fondo non si può dire che il mondo del vino fino a oggi non ne abbia risentito, il cui export per un valore di 150 milioni di euro è a rischio a causa della guerra in Ucraina. Nel 2021 la Russia ha importato 345 milioni di euro di vino italiano, facendo del nostro paese il primo fornitore.

Inizio col dire che la particolarità di questo vino la scorgo subito leggendo l’etichetta: c’è scritto semplicemente “vino rosso”. Un vino da tavola, un vino quotidiano prodotto con le uve di Prünent e Croatina di circa 50 proprietari di piccoli appezzamenti nel luogo più estremo dell’Alto Piemonte: la Valle Ossola. Vigne spesso a piede franco di oltre 60 anni di età e una parcellizzazione unica che s’impone per due aspetti: l’unicità di uve e vendemmia, l’impossibilità, data la dimensione dei vigneti, di rivendicare la DOC. Cantine Garrone, la cui storia inizia nel 1921 quando Luigi Garrone lascia Grana Monferrato, dove già produceva e commerciava vini insieme al fratello, e si trasferisce a Domodossola, dando vita al ramo Garrone ossolano dell’azienda. Oggi Marco e Matteo Garrone con i loro 4 ettari in gestione diretta e i restanti 11, coltivati da viticoltori sotto la direzione agronomica dell’azienda, svolgono non solo un lavoro di produzione che porta sul mercato 50mila bottiglie e diverse etichette, ma soprattutto di protezione e cura del luogo. La filosofia aziendale è quella di valorizzare al massimo il territorio ossolano puntando alla produzione di un prodotto di alta qualità investendo nel progetto di recupero della viticoltura di un territorio in cui la produzione di vino è documentata fin dal 1309. Vinificato in acciaio, riposa nelle medesime vasche trovando l’esatta dimensione del vino alpino, dal frutto fresco e pieno, dalla freschezza di un’acidità tesa e sottile che regala tutto il bello della leggerezza e dell’eleganza.

 

Ci mangio: Prosciuttino crudo di Crodo e formaggio locale Bettelmatt

 

Bottiglie prodotte: 25.000

www.cantinegarrone.it