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Tasting

I tasting di Wine Meridian non vogliono limitarsi a raccontare le caratteristiche dei vini ma riuscire ad entrare nella filosofia produttiva di un’azienda, nell’anima più autentica di un territorio al fine di poter comunicare al mondo la straordinaria ma complessa eterogeneità del nostro giacimento vitienologico.
Tasting Venerdi 25 Marzo 2022

Wine Pager - Autoctoni

Camporè Tenute San Lorenzo Etna Rosato 2020

di Giovanna Romeo

                                            

            

Con sempre maggiore interesse entro in quei locali dove il vino non è la specificità. Guardo con attenzione la wine list, leggo la bacheca con i vini al calice, osservo il personale, quasi sempre totalmente digiuno dei fondamenti eno-vitivinicoli. A me, a voi che mi leggete, sembra il minimo conoscere la differenza tra un Pas Dosè e un Extra Brut, tra un Franciacorta e un Valdobbiadene, tra un bianco fermo e un rifermentato. E invece non è così. È inevitabile constatare che molti bevono un calice senza farsi domande, moltissimi sono gli ignari di cosa sia effettivamente il vino. Che, badate bene, è molto diverso da un boccale di birra, se non altro perché il vino è il frutto di una materia prima che abbiamo una sola volta l’anno: quella singola vendemmia, che si spera generosa e positiva. Mentre la birra, anche la più artigianale, è sempre riproducibile: malto, luppolo, lieviti e il gioco è fatto. Facciamo dunque cultura, adoperiamoci per far comprendere che quel calice di vino è un modo di vivere: per il contadino che in vigna lavora la terra, e per chi lo beve.

Maria Pia e Cristina Madaudo, nel lunare paesaggio etneo, parlano una sola lingua: autoctono. Camporè è un’azienda recente (nasce nel 2016) ma che produce già ottimi vini, complice il terroir vulcanico che ne indirizza lo stile, secondo una viticultura che fa della geologia del suolo il suo punto di forza. Tra le contrade San Lorenzo e Campo Rè, a 765 metri s.l.m. i vigneti originari di Nerello mascalese e Nerello Cappuccio della Tenuta sono stati affiancati da recenti impianti di Carricante e Cataratto. Otto ettari in cui è marcato a fuoco il territorio, davvero unico e stupefacente – non c’è davvero nulla di simile altrove -, dove le sinergie cielo, terra e uomo si fondono in un equilibrio del gusto che cela morbidezza e tensione, sapidità e freschezza. Le note floreali, quella stessa natura che penetra la lava, che sboccia sulla cenere, riempiono bocca e olfatto di una piacevolezza che rivendica autenticità

Ci mangio: Vitello tonnato

Bottiglie prodotte: 10.000

www.camporewine.it