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Eventi Mercoledi 13 Ottobre 2021

Sostenibilità economica: attività connesse, PAC e PNNR

Il webinar organizzato da Il Sole 24 Ore analizza, attraverso i rappresentanti delle maggiori associazioni di categoria, le prospettive della PAC, delle attività connesse e del PNRR.

Il webinar organizzato da Agribusiness24 - piattaforma del Gruppo 24 ORE dedicata al mondo dell’agroalimentare - dal titolo “La nuova agricoltura. Agriturismo, vendite dirette, agroenergie: la rivoluzione delle attività connesse”, si è concentrato sul tema della  “nuova agricoltura” multifunzionale.
È stata l’occasione per recepire le esperienze dei patronati e delle organizzazioni agricole ed analizzare le sfide future alla luce della nuova Pac, con l’ausilio dei dati e dei monitoraggi effettuati dal Crea.

Eraldo Minella - Direttore Generale Area Servizi Professionali de Il Sole 24 Ore - ha introdotto il webinar, moderato dai giornalisti Giorgio dell’Orefice e Alessio Romeo.
“Il concetto di “nuova agricoltura” si basa sull’importanza della sostenibilità economica che è alla base della sostenibilità ambientale e sociale. Sostenere la marginalità del settore è fondamentale in questo senso.” ha evidenziato Minella, “Abbiamo scelto questo tema perché di agricoltura si parla molto di più di 20 anni fa e questo è dovuto principalmente alla legge di orientamento 228 del 2011. Non è tutto frutto di questa legge ma sta di fatto che da quel momento in poi sono state poste le basi per sviluppare le attività connesse all’agricoltura.”

Stefano Vaccari  - Direttore generale Crea
Cercherò di inquadrare l’intervento sui numeri. Negli ultimi 15 anni, grazie alla legge di orientamento, le attività connesse alla produzione primaria sono passate dai 6,5 mld di euro del 2015 ai 12,5 mld del 2019. All’interno di questi 12,5 mld, 3mld di euro derivano dalle lavorazioni dei prodotti agricoli, 2 mld da attività legate ad agriturismi e fattorie didattiche.

L’olivicoltura produce un fatturato di 1,9 mld, l’agrumicoltura vale 1 mld di fatturato. Ciò vuol dire che agriturismi e fattorie didattiche fatturano il doppio di tutta l’agrumicoltura nazionale.

La volontà è quella di mantenere il nocciolo duro, cioè la produzione, ma le fonti di reddito e di cash flow delle imprese provengono maggiormente dalle attività connesse, in particolare:

  • contoterzismo, 
  • agroenergie,
  • vendita diretta/incoming.


Questi sono i 3 punti chiave che stanno sorreggendo i redditi delle imprese.

Ettore Prandini  - Presidente Coldiretti
Abbiamo spinto molto vent’anni fa per la legge di orientamento 228 del 2011 sulle attività connesse ed ora raccogliamo parte di quei frutti e ne siamo felici.
Le vendite dirette superano i 3 mld di euro di fatturato e sono più di 8mila le imprese agricole che partecipano ai nostri mercati.

La legge di orientamento non è rimasta statica, ha avuto una evoluzione che si è diretta verso l’enoturismo che noi vorremmo ampliare anche all’olio ed alle energie rinnovabili.

Stiamo spingendo fortemente per le piattaforme galleggianti, 5 piattaforme galleggianti equivalgono all’80% dell’obiettivo che il Governo si è posto per la produzione nazionale di energia rinnovabile da fotovoltaico.
Quando si parla di sostenibilità, si parla di sostenibilità economica, anche perché senza quella le altre sostenibilità decadono.

Per quanto riguarda le infrastrutture logistiche dobbiamo creare un sistema in cui il sistema ferroviario e quello marittimo siano in collegamento. Al momento siamo tra gli ultimi Paesi europei (18-20a posizione) su questo aspetto.

Massimiliano Giansanti  - Presidente Confagricoltura
Come dicevo al G20 di Firenze, nel mondo ci sono 500 milioni di agricoltori che producono per la propria sussistenza e 70 milioni di agricoltori che producono surplus, sfamando 5 miliardi di cittadini che diverranno 9 miliardi nei prossimi anni. Ciò che appare come una “mission impossible” si basa su 2 elementi principali:

  • produttività
  • competitività


Dopo la crisi del 2008 l’elemento della diversificazione è stato il valore aggiunto, le energie rinnovabili sono state fondamentali in quel contesto.

Gli imprenditori hanno necessità di stabilità di reddito, le aziende che hanno investito maggiormente in questi anni sono quelle che hanno installato impianti di biogas e fotovoltaico. L’elemento di poter vendere energia è stato ed è essenziale.
La produzione di servizi ecosistemici (biometano, biogas, fotovoltaico) hanno supportato il settore.

Il futuro della transizione energetica deve avere il settore agricolo come protagonista. Non c’è agricoltore che non abbia un terreno marginale, in quei campi che sono poco produttivi poter produrre energie rinnovabili come il fotovoltaico è basilare.
Ma gli iter burocratici sono troppo lunghi e dobbiamo accelerare su questo tema, ci sono 4,5 miliardi di fondi per questa transizione energetica che vanno sicuramente sfruttati.

Dino Scanavino - Presidente Cia-Agricoltori italiani
Noi abbiamo 500mila aziende che tengono contabilità iva, circa 150mila sono in comuni montani e producono tra il 25-30% del fatturato complessivo del settore.
Gli agriturismi dal 2017 hanno fatto una crescita del 30%. Le politiche di sviluppo rurale hanno consentito ad un consistente numero di famiglie di rimanere sul territorio.

Mentre per alcune aziende la vendita diretta è una attività connessa, per molte altre è l’attività di base. Per questo ritengo che gli agriturismi, in alcuni contesti rurali difficili e poco sviluppati, può diventare un presidio di servizi essenziali come le poste o le sale ambulatoriali. Questo sarebbe un aspetto di grande innovazione.

Se cerchiamo aree a poca redditività le possiamo trovare facilmente ma non posso pensare che vengano coperte da pannelli fotovoltaici. Dobbiamo tutelare quelle zone, perché rischiamo di stravolgere un contesto imprenditoriale che si è retto nonostante la crisi che abbiamo appena, si spera, superato.

Noi abbiamo un Paese che ha tanta collina e tanta montagna spesso marginali. Questa parte di Paese ha tante risorse, noi possiamo enfatizzare le qualità e le capacità senza andare ad intaccare gli equilibri ambientali di queste zone.

Ettore Prandini  - Presidente Coldiretti
Noi non ci dobbiamo fermare ai fondi del PNRR, dobbiamo innanzitutto sburocratizzare e semplificare la vita degli imprenditori.
Per troppi anni abbiamo ragionato sulle emergenze, abbiamo bisogno di guardare al lungo periodo.

Massimiliano Giansanti  - Presidente Confagricoltura
È evidente che ci troviamo di fronte ad alcuni passaggi: la PAC è deludente (-15% di fondi), c’è da costruire una strategia del Paese in 2 mesi, cosa che non siamo riusciti a fare in anni. 
Gli spagnoli, i tedeschi hanno già un progetto di strategia, noi non sappiamo cosa vuole fare il Ministero.

Dino Scanavino - Presidente Cia-Agricoltori italiani
Il Piano strategico nazionale non registra un flusso di comunicazione, non si capisce bene quali sono le direzioni che vuole prendere la futura PAC.

Il Piano strategico nazionale della PAC deve essere basato non sulle possibili necessità ma sulla realtà, perché non vada a penalizzare l’imprenditorialità.