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Asia Lunedi 18 Luglio 2022

Vino, Corea del Sud: ottime performance, +15% negli ultimi 5 anni

Il vino rappresenta una nicchia, ma la Corea del Sud si dimostra uno dei pochi hub dove, da un lustro, si registra una crescita a due cifre.

di Emanuele Fiorio

In Corea del Sud il vino (d’uva e non di riso), nonostante per ora rimanga un prodotto di nicchia rispetto agli alcolici tradizionali come il soju e la birra, sta beneficiando di un trend sociale favorevole, dei cambiamenti nelle abitudini dovute alla pandemia e degli atteggiamenti più attenti alla salute e al benessere dei Millennial.

L'anno scorso, per il secondo anno consecutivo, il Paese asiatico si è classificato al secondo posto a livello globale nel Wine Intelligence Market Attractiveness Model e ha continuato a registrare ottime performance fino a quest’anno.

È utile tracciare un quadro di contesto. La Corea del Sud è in gran parte un mercato rivolto a birra e distillati: solo il 13% di tutte le vendite di alcolici è costituito da vino. All'interno della categoria dei vini, domina il vino di riso, che rappresenta circa l'85% del volume.

Come riporta Wine Intelligence il consumo di birra è stabile ed i distillati in leggero calo, mentre le vendite di vino sono in crescita. E, cosa significativa, questa crescita non è guidata dai vini a base di riso (che sono in declino), ma dai vini d'uva fermi e frizzanti, che hanno registrato un CAGR (tasso composto di crescita annuale) rispettivamente del 16% e del 15% negli ultimi cinque anni, secondo i dati dell'IWSR.

Le vendite di vino a base d'uva in Corea del Sud, come dicevamo precedentemente, rappresentano una nicchia, ma in un momento in cui la crescita è difficile, queste performance positive a due cifre sono interessanti. 

Il Paese ha più consumatori di vino rispetto al passato, dai 10,2 milioni del 2017 si è passati ai 12,6 milioni del 2022. Inoltre, non si tratta solo di un'ampia base di consumatori sporadici e poco impegnati; il numero di persone che consumano vino una volta alla settimana o più è aumentato di oltre 2 milioni negli ultimi 5 anni.

In altre parole, si tratta di una categoria che sta aumentando e ampliando la sua penetrazione nel mercato sudcoreano, ma che ha ancora un enorme potenziale, anche perché il consumo pro capite rimane estremamente basso. 

Riuscire a coinvolgere anche solo una piccola percentuale dei sudcoreani che non consumano vino o fare un po' di upselling sul target di chi consuma già vino, potrebbe garantire al trade ancora molti anni di ottime performance.

Sono 3 gli elementi interconnessi che stanno guidando la crescita: 

  • Ristorazione,
  • Online,
  • Salute.


In Corea del Sud il vino è visto come una bevanda da sorseggiare e assaporare e prevalentemente viene bevuto (per circa l'80%) a casa, durante i pasti o come piacere a fine giornata. In effetti, la compatibilità con il cibo rimane, di gran lunga, il principale fattore di acquisto.

I giovani sudcoreani sensibili ai temi della salute e del benessere, tendono a percepire il vino come una bevanda sofisticata. Quasi la metà di tutti i consumatori di vino ritiene che sia un prodotto "alla moda" e "importante per il loro stile di vita" - una bevanda che esprime qualcosa di loro e delle loro aspirazioni.  Il Paese è considerato uno dei più ricettivi ai vini biologici, dopo Cina, Svezia e Germania.

La vendita di alcolici online è un fenomeno relativamente recente: solo nel 2020 il Governo ha allentato le regole per consentirla e gli acquisti devono ancora essere ritirati in un negozio o in un ristorante. Tuttavia i dati dimostrano che, nel giro di un anno, un consumatore di vino su cinque ha acquistato bottiglie in questo modo. E anche se le restrizioni legate alla pandemia sono diminuite, le vendite online sono rimaste costanti.

Il passaggio all'online è stato positivo, in quanto ha consentito ai nuovi consumatori di ricercare e scegliere il vino in un ambiente non pericoloso - un fattore importante dato che un gran numero di coloro che provano il vino per la prima volta ha un'età compresa tra i 19 e i 24 anni. Anche oggi, con una maggiore consapevolezza, solo il 30% dei consumatori si sente "competente" nella conoscenza del vino.

È possibile che queste cifre continuino? Secondo Wine Intelligence in Corea del Sud ci sono milioni di consumatori di vino non ancora coinvolti e ogni giorno aumentano, in particolare quelli più giovani. Anche l’acquisto dl vino per le occasioni speciali - sia a casa che in strutture ricettive - è in crescita, il che suggerisce un mercato non particolarmente sensibile al prezzo.

Tuttavia, i dati di Wine Intelligence suggeriscono che la crescita del vino rallenterà nei prossimi 5 anni, il che potrebbe rendere la categoria vulnerabile agli shock economici. 
Attualmente, la maggior parte dei consumatori sudcoreani si aspetta di stare meglio economicamente l'anno prossimo rispetto a quest'anno - un'affermazione forse coraggiosa, visti alcuni venti contrari che stanno colpendo l'economia globale.

Se la valutazione economica dei consumatori di vino del Paese è corretta, possiamo aspettarci un aumento di nuovi consumatori, un coinvolgimento costante e una forte crescita. In caso contrario, potrebbe verificarsi un breve periodo di rallentamento anche in questo potenziale e dinamico mercato.