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Asia Venerdi 27 Maggio 2022

Corea del Sud, vino: Pro e contro di un mercato emergente

Fattori di crescita, opportunità, problematiche, cambiamenti culturali e comportamenti d’acquisto: focus sul mercato del vino della Corea del Sud.

di Emanuele Fiorio

La Corea del Sud è un mercato chiave da tenere d'occhio, le tendenze che si sono sviluppate nel Paese, tra cui la grande crescita del consumo di vino domestico, stanno contribuendo alla crescita del mercato dei vini importati.
Inoltre il 18 aprile scorso il Governo ha rimosso le ultime misure di distanziamento sociale e questo ha comportato un ritorno ad una sostanziale normalità.

Le ragioni della crescita del mercato dei vini importati sono legate a 4 fattori principali: 

  • L’allentamento da parte del governo, a metà del 2020, delle leggi sull'acquisto di alcolici online, in risposta alla fine dell’emergenza Covid-19. Sebbene la legge attualmente permetta di ritirare gli alcolici online esclusivamente presso un negozio al dettaglio o un ristorante, anziché direttamente a casa;
  • il boom del consumo domestico causato dalle restrizioni legate alla pandemia ha alimentato la crescita del consumo di alcolici importati;
  • l'aumento dell'accesso alle informazioni sul vino, principalmente tramite smartphone, che ha permesso ai consumatori di fare scelte informate;
  • la tendenza, soprattutto tra i consumatori urbani istruiti, a scegliere opzioni a basso contenuto alcolico tra cui il vino, che è stato accolto come una bevanda da gustare a casa durante i lockdown.


Secondo i dati dell'IWSR, ripresi in un recente articolo da The Buyer, in Corea del Sud il consumo di vino fermo è cresciuto di oltre il 20% nel 2020 e si prevede che sia i vini fermi che quelli frizzanti continueranno a crescere fino al 2025. Inoltre il Paese, soprattutto se confrontato con altri mercati vinicoli emergenti dell'Asia Pacifica, garantisce:

    • un elevato PIL pro capite, 
    • un tasso di disoccupazione relativamente basso,
    • una bassa corruzione.

Tutte buone notizie per i produttori di vino che stanno valutando di entrare o investire ulteriormente in questo mercato.

Nonostante le opportunità molto allettanti che il mercato sudcoreano riserva, ci sono alcune sfide che vanno identificate e tenute in considerazione:

  • I principali importatori affermati sono estremamente difficili da penetrare;
  • il boom della domanda ha portato alla nascita di un gran numero di nuove società di importazione che offrono opportunità;
  • bisogna essere cauti perché molte di queste non hanno un'esperienza consolidata né contatti significativi nel settore, molte chiudono entro i primi due anni;
  • la barriera linguistica, le differenze culturali e le pratiche burocratiche sono relativamente complicate da affrontare.


Parallelamente, sembra esserci un cambiamento nella cultura del bere che si palesa in alcuni comportamenti:

  • la vecchia generazione considerava il consumo di alcolici come un'attività di gruppo, ora l’individualismo guidato dai consumatori più giovani sta portando ad un maggior consumo domestico;
  • il comportamento d'acquisto dei consumatori è sempre più incentrato sul concetto di prendersi cura di sé e di concedersi un lusso quotidiano;
  • si sta sviluppando una maggiore richiesta di branding emozionale in cui la storia del marchio è importante quanto il prodotto stesso;
  • i consumatori ricercano esperienze uniche e offerte personalizzate;
  • la rapida espansione dei canali digitali di vendita sta migliorando la capacità dei consumatori di condividere le loro esperienze di consumo online.


​​​​​​​A questo proposito, il veterano del settore David Lucas, consulente di direzione di Drinks International, ritiene che la premiumisation giocherà un ruolo importante nel futuro del vino in Corea: "La Corea è un Paese relativamente ricco, i brand e l'alta qualità contano: con la crescita della domanda crescerà anche la richiesta di etichette di vino premium".